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Il sabato nero di Bologna tra remigrazione, antiremigrazione e religione
Nel capoluogo emiliano-romagnolo, il 9 maggio, tra le proteste delle associazioni di sinistra, scenderà in piazza il comitato Remigrazione e riconquista. La questura ha spostato la manifestazione dal centro alla periferia per motivi di sicurezza. A due passi si svolgerà la processione per la Madonna di San Luca
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7 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 03:05 PM

Foto Ansa
Un presidio per la remigrazione spostato dal centro alla periferia, le associazioni di sinistra che promettono di contestarla e chiamano a raccolta i cittadini per “contrastare collettivamente ogni forma di razzismo e neofascismo” e la visita annuale della Madonna di San Luca alla città di Bologna con la presenza di Matteo Zuppi. Non sarà certo un sabato ordinario quello che si prospetta sabato nel capoluogo emiliano-romagnolo, ma di passione, sacra e profana. Il 9 maggio infatti è prevista una manifestazione organizzata dal comitato Remigrazione e riconquista in difesa, come scrivono sui loro canali social, “degli italiani che non si arrendono alle baby gang né ai pusher che spacciano e si affrontano a colpi di machete in zona universitaria”. Il gruppo, formato da Rete dei patrioti, CasaPound, Veneto fronte skinheads e Brescia ai bresciani, ha deciso, come in altre città italiane, di scendere in piazza anche a Bologna. Ma quale di preciso? In un primo momento, era stata scelta piazza Galvani, in pieno centro storico, ma dopo l’incontro del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico cittadino in Questura si è stabilito di spostarlo in un luogo più decentrato, piazza della Pace. L'assessora alla Sicurezza di Bologna Matilde Madrid ha spiegato che questa scelta può "mitigare un po' gli impatti. Sicuramente consentirà a chi dovrà gestire l'ordine pubblico di farlo nel migliore dei modi".
La decisione non è piaciuta a nessuno. I manifestanti lamentano non solo il modo in cui hanno appreso la notizia, “da alcuni quotidiani” dicono su Instagram, ma anche “il paradosso di prescrizioni motivate da una gestione preventiva e contra personam dell’ordine pubblico”. In difesa del presidio si sono schierati Fratelli d’Italia e Forza Italia e, tra gli altri, è intervenuto anche il bolognese Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, dicendo che si è fatta "una scelta che premia i prepotenti”. Il meloniano si aspetta “che da ora in poi anche le manifestazioni dei Pro Pal e dei violenti, quelli davvero violenti, vengano decentrate”.
Dall’altra parte c’è l’universo delle associazioni di sinistra, tra cui Libera, Arci, Cgil, YaBasta e Anpi, che si infiamma: “Concedere spazio pubblico a queste manifestazioni significa contribuire alla normalizzazione dell’odio. Bologna è città medaglia d’oro per la Resistenza, proprio per questo non può e non deve diventare terreno di agibilità per chi diffonde razzismo, islamofoba e propaganda neonazista”. Considera “grave e inaccettabile che si tenti ancora una volta di usare il tema delle migrazioni come strumento di propaganda politica ed elettorale, alimentando paura e divisione sociale”. E chiama a raccolta anche i cittadini: “È necessario prendere posizione con chiarezza, senza ambiguità, e contrastare collettivamente ogni forma di razzismo e neofascismo”.
Alla fine, il corteo per la remigrazione si farà, ma c’è una piccola possibilità che possa essere spostato ancora. Stavolta non c’entra la politica, ma la religione. Infatti la scelta di allontanarlo dal centro cittadino per questioni di sicurezza non ha tenuto conto di un altro evento già in programma, a meno di due chilometri di distanza: la tradizionale visita annuale dell'Immagine della Beata Vergine di San Luca alla città di Bologna. L'effige della Madonna scenderà dal Colle della Guardia e raggiungerà Porta Saragozza alle 18, dove sarà accolta dall'arcivescovo e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi. L’evento di Remigrazione e riconquista inizierà alle 16. Su Facebook, il presidente del quartiere Porto Saragozza Lorenzo Cipriani ha pubblicato un post in cui esprime “massima preoccupazione e sdegno per questa decisione e chiedo di spostare il presidio in un altro luogo, se non è possibile vietarlo”. Perché, ha spiegato Cipriani, il corteo si svolgerà “mentre a pochi metri centinaia di fedeli, tra cui tantissimi anziani, parteciperanno a una processione sacra che sta a cuore a decine di migliaia di bolognesi”. Per il presidente del quartiere, "resta incredibile che chi gestisce l'ordine pubblico possa ritenere adeguata la cosa. In zona si concentrerà anche chi vorrà contestare questa presenza anticostituzionale, rendendo la zona di piazza della Pace probabilmente militarizzata e costringendo i residenti a un sabato pomeriggio di passione”.
A Cipriani ha risposto il coordinatore cittadino di FdI Francesco Sassone: ”Dovrebbe rivolgere le sue lamentele alla sua parte politica che ha creato le condizioni affinché la manifestazione venisse spostata”. Ma lo scontro tra remigrazione e religione si è spostato anche più in alto. Intervenuto all'Augustinianum in occasione della presentazione del libro "Liberi sotto la Grazia", anche il segretario di stato della Santa Sede Pietro Parolin ha parlato di remigrazione dicendo che questa parola di cristiano "ha ben poco”. Insomma, si prospetta un sabato di passione, sacra e profana.