Futuro nazionale è in crescita, ma sarà arginato dal voto utile? I pareri di Pregliasco, Noto e Masia

I sondaggisti testano il generale tra il 3,5 e un potenziale 6 per cento. Ma c'è l'incognita legge elettorale e voto "fluido" ed "emotivo". 

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9 MAY 26
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Gira, va, vede gente, il generale e leader del neonato Futuro Nazionale Roberto Vannacci. Gira ed estende le tappe del suo viaggio da Nord a Sud, con grancassa di social media e teatri dove mette in scena comizi a pagamento sulla remigrazione, registrando il tutto esaurito (“ma che vuole fare, un nuovo tsunami tour da destra?”, cominciano a domandarsi gli ex alleati). Ma non tutti nella maggioranza tremano, neppure nella Lega, partito che, in teoria, avrebbe l’elettorato più sensibile alle istanze vannacciane. In molti pensano invece: “Si sgonfierà”. In mezzo ci sono i sondaggi, sondaggi che parlano di un Vannacci che, nelle intenzioni di voto, sale al di sopra del 3 per cento, fino a sfiorare il 4 e a spingersi potenzialmente addirittura fino al 6. Effetto ottico? Realtà? Bomba pronta a esplodere o bolla che imploderà per effetto delle considerazioni che verranno, per esempio quelle che potrebbero portare gli elettori di un centrodestra in calo a optare per il voto utile? Chiediamo lumi a chi descritta flussi elettorali. Dice Lorenzo Pregliasco, docente universitario a Bologna e fondatore dell’agenzia Youtrend (la cui ultima Supermedia settimanale dei sondaggi politici fotografa un calo di tutti i partiti che sostengono Giorgia Meloni e un Vannacci al 3,6 per cento): “Da un lato l’ingombro della nuova forza politica comincia a diventare importante, ed è vero che circa la metà dei suoi voti sono voti per così dire rosicchiati dal centrodestra, ma è anche vero che l’elettorato pro Vannacci è fluido, volatile ed eterogeneo, molto sensibile a quello che è visibile: e Vannacci al momento lo è molto. Ma bisogna vedere poi se riuscirà a mantenerla, questa visibilità costante”.
Quanto al ridimensionamento a due passi dall’urna per effetto del voto utile, secondo Pregliasco l’eventualità potrebbe verificarsi più che altro “in uno scenario di sfida a due, in cui una parte dei voti potenziali per Vannacci potrebbero rientrare nel centrodestra, sia nel quadro della vecchia legge elettorale – vista la presenza dei collegi uninominali – sia nel quadro della nuova”. In alcune aree del centrodestra questa è una speranza. “Non darei nulla per scontato”, dice Pregliasco. Per Antonio Noto, fondatore e vertice dell’omonima società di sondaggi (che testa al momento Vannacci attorno 4 per cento), la legge elettorale avrà il suo peso: “Se si resta nel quadro attuale, nei collegi dove il centrodestra può vincere o perdere di poco l’elettore potenziale di Vannacci potrebbe ripensarci. Ma è anche vero che il voto utile esiste spesso soltanto nell’immaginario degli addetti, tanto più nel caso di Futuro Nazionale: chi sceglie Vannacci non si pone a monte questo problema, esprime una preferenza in modo emotivo, e Vannacci d’altronde non punta certo a governare, ma a portare una pattuglia di eletti in Parlamento. L’elettorato di Vannacci, uomo che dal centrodestra è uscito, mette anzi in conto una possibile sconfitta del centrodestra”. “Premesso che stiamo testando un partito che per così dire ancora non esiste”, dice Noto, “e che quindi ci potrebbe essere un margine significativo in più o in meno rispetto alle percentuali rilevate, siamo così certi che quando Vannacci inizierà a fare la sua vera campagna elettorale sui contenuti il Sud lo seguirà?”.
C’è poi il tema dello sbarramento: “Paradossalmente sarebbe più semplice, per Vannacci, superarlo con la corsa in solitaria in un quadro tutto proporzionale — ma un mancato raggiungimento sarebbe una sconfitta totale. Ma ripeto: stiamo testando qualcosa che ancora sul campo non esiste”. Per Fabrizio Masia, docente e amministratore delegato di EMG different, il dato del 3,5 per cento circa attribuito nelle intenzioni di voto a Vannacci “si fonda molto sulla sua presenza sui social e nei teatri. C’è molta attenzione nei suoi confronti; diverso è parlare di mobilitazione. E c’è l’elemento della novità, sempre attrattiva in politica. Ma non sappiamo, oggi, che cosa farà Vannacci a ridosso delle elezioni: convergerà verso il centrodestra o no? Non mi pare comunque che si possa in prospettiva parlare di voto utile: la disaffezione dell’elettorato è tale – e il referendum è un caso eccezionale, con connotazioni di voto di protesta – che una motivazione di quel tipo non credo sarebbe prevalente. Fotografando il momento, a monte dell’eventuale approvazione della nuova legge elettorale, Vannacci è posizionato bene, comunica in modo efficace, è rapido nel rintuzzare gli attacchi. E potrebbe crescere anche fino al 6 per cento”.