Schlein viaggia in lungo e in largo per accreditarsi ma i sondaggi non la aiutano

All'estero per accreditarsi, approfittando delle difficoltà dei 5 stelle che non fanno parte di nessuna famiglia politica internazionale. In Italia batte i comuni al voto per recuperare la popolarità perduta. E intanto al Nazareno già si pensa alle caselle da assegnare in caso di vittoria alle politiche. Tg1 incluso

12 MAY 26
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Ha suscitato un po’ di malcontento (esternato sottovoce, perché nessuno in questa fase intende contrariare la leader del Pd che farà le liste elettorali alle prossime politiche) la decisione di Elly Schlein di volare a Toronto lasciando a casa sia il responsabile Esteri del Pd Giuseppe Provenzano sia il capo delegazione dem al Parlamento europeo Nicola Zingaretti. Ma la leader ha preferito così: portare con sé Gaspare Righi, una delle persone di cui si fida di più al mondo, e qualche altro collaboratore tecnico senza farsi accompagnare da quelle figure che incarnano ruoli “istituzionali” e che in genere vanno al seguito dei segretaria nei viaggi all’estero.
E a proposito di viaggi, Schlein è determinata a farne altri. Non solo per farsi conoscere all’estero, come ha scritto qualche giornale in occasione della sua “missione” a Toronto, ma soprattutto perché sa di poter sfruttare queste occasioni a suo vantaggio rispetto al competitor Giuseppe Conte. L’ex premier infatti è a capo di un partito che ha poca dimestichezza con le classiche “famiglie politiche” dell’occidente, mentre la leader dem non ha certo di questi problemi. Lo stesso dicasi per Silvia Salis. Nonostante la sindaca di Genova goda di buona stampa pure all’estero, non ha certo le stesse occasioni di Schlein per viaggiare e creare rapporti nello scenario internazionale.
Ma nonostante Elly Schlein sia determinata a non fermare la sua corsa verso la candidatura alla premiership, qualche preoccupazione al Nazareno c’è. La popolarità della segretaria infatti è scesa rispetto agli inizi del suo mandato. E, soprattutto, la popolarità personale di Giorgia Meloni non sembra essere molto scalfita dalle innumerevoli disavventure e incidenti di percorso degli ultimi mesi. Al Pd, dove le mosse della presidente del Consiglio vengono monitorate costantemente, è stato notato il fatto che la premier negli ultimi tempi, ha deciso di apparire spesso e volentieri in compagnia di Sergio Mattarella. Che i due (Meloni e il capo dello stato) abbiano problemi tra di loro non è un mistero per nessuno, ma farsi vedere con il presidente della Repubblica, più che mai popolare in questo momento, è un’operazione che mette in allarme il Pd.
Nella sua campagna per ottenere la candidatura alla premiership da parte di tutto il centrosinistra, Schlein punta molto anche sulle amministrative di maggio. La segretaria del Pd è sempre impegnata in comizi nei comuni chiamati al voto. E non si sta parlando solo di città simbolo come Venezia. Pancia a terra, la leader dem “batte” tutte le piazze. L’obiettivo, tanto più dopo l’assenza fisica di Giuseppe Conte, è quello di dimostrare ancora una volta che è il Pd il motore della coalizione e, di conseguenza, la sua leader ne deve essere la candidata premier.
Oltre all’immediato futuro, lo sguardo di Elly Schlein è rivolto anche più in là. Se mai il centrosinistra dovesse vincere (e la segretaria Pd è convinta che questa non è una mission impossible) la leader dem vuole già avere pronte tutte le caselle per le nomine che verranno (e non si sta parlando solo dei ministeri o delle presidenze di Camera e Senato e delle commissioni parlamentari). Per questa ragione tra i capannelli dei parlamentari dem continua a circolare con sempre maggiore insistenza il nome di Marco Damilano come direttore del Tg1.