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Nordio su Garlasco: "Com'è stato possibile condannare Stasi? La legge va cambiata"
"È chiarissimo che io non ho la più pallida idea, e anche se l'avessi non lo direi, della dinamica del delitto e soprattutto del suo autore. Però ho un'idea invece chiara sulla dinamica della nostra legislazione che è sbagliata", dice il ministro
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13 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 10:50 AM

"Se una persona può essere condannata solo al di là di ogni ragionevole dubbio, come puoi condannarla quando è già stata assolta due volte da una Corte d'Assise e da una Corte d'Appello?". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine di un convegno a Roma, sul caso Garlasco e in merito alla condanna di Alberto Stasi. "Questa situazione paradossale nasce da una legislazione che dovrebbe essere cambiata, ma è molto difficile, per la quale una persona assolta in primo grado e assolta in secondo grado può, senza l'intervento di nuove prove, poi essere condannata", ha aggiunto il ministro.
"Questo è accaduto sedici anni fa con il primo processo", ha proseguito il ministro sempre a proposito della vicenda Garlasco. "C'era stata una soluzione davanti alle corte d'Assise, una soluzione davanti alla Corte d'Appello, poi una decisione della Cassazione che ha rinviato il processo, integrandolo con alcune, diciamo così, nuove considerazioni e si è arrivati a una condanna. Nel sistema anglosassone tutto questo non solo non esiste ma è assolutamente inconcepibile", ha detto. "Oggi il cittadino italiano si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole mentre attualmente si indaga su un altro, sulla base di prove per le quali, sempre secondo l'accusa, l'autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo. Ripeto: una situazione anomala che diciamo raramente si vede e io non l'ho mai vista". Il Guardasigilli ha in ogni caso specificato che "nessuno, questo lo sappiamo bene, può ovviamente pronunciarsi su un procedimento in corso", aggiungendo: "È chiarissimo che io non ho la più pallida idea, e anche se l'avessi non lo direi, della dinamica del delitto e soprattutto del suo autore. Però ho un'idea invece chiara sulla dinamica della nostra legislazione che è sbagliata".
L'iter processuale che ha portato alla condanna di Stasi è d'altronde un vecchio pallino di Nordio che sull'argomento era già intervenuto in passato, dicendo cose non troppo diverse. "Senza entrare nel merito - aveva dichiarato - i cittadini assistono a un paradosso, ci sono delle inchieste parallele, una si è conclusa anni fa e una persona ha subito anni di prigione, e una adesso che va in direzione opposta. Ci sono processi e indagini che vanno avanti perché la verità non si è mai trovata. A un certo punto bisognerebbe avere il coraggio di arrendersi, è difficilissimo dopo 20-30 anni ricostruire una verità giudiziaria" aveva aggiunto Nordio sottolineando: "L'azione penale però è obbligatoria, i pm che stanno seguendo questa seconda inchiesta sono persone serissime, e se sorgono dubbi sulla colpevolezza del primo imputato è giusto indagare".