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Salvini vuole sostituire l’ad di Rfi. La freddezza di Donnarrumma (e Chigi)
Il ministro dei Trasporti intende mettere al posto di Aldo Isi Dario Lo Bosco, che oggi guida Italferr. Sarebbe il quarto cambio in quattro anni, ma a opporsi ci sarebbe l'ad di Ferrovie. Il ministro cerca di accelerare in favore di Pnrr, ma a mancare è la tanto declamata stabiità
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16 MAY 26

Foto Ansa
Salvini vuole sostituire Aldo Isi, l’ad di Rfi, la maggiore stazione appaltante del paese. Ci sta riflettendo. Sia chiaro, è nelle prerogative di un ministro cambiare un ad, non è un colpo di mano, ma si possono sostituire quattro ad in quattro anni? Prima di Isi c’è stato Gianpiero Strisciuglio, che aveva preso il posto di Vera Fiorani, e prima di Fiorani, Maurizio Gentile. E’ un cambio che viene annunciato e che impensierisce Palazzo Chigi. Al cambio sarebbe contrario l’ad di Ferrovie, Stefano Donnarumma, che potrebbe essere spostato a Open Fiber. Rfi significa cantieri, obiettivi del Pnrr da raggiungere. Salvini ha bisogno di accelerare, ma basta cambiare una testa?
Chi è Isi, è un manager apprezzato da Meloni, è uno di quegli ingegneri nati e cresciuti in Ferrovie e ha servito vari governi. Nel 2018 ha guidato Italferr, nel 2021 fino al 2025 ha guidato Anas triplicandone il bilancio. Si deve a Isi quello che è stato definito a Roma un piccolo miracolo, la nuova Piazza Pia, aperta in occasione del Giubileo in soli 450 giorni, il rinnovamento generazionale. Da un anno Isi è al comando di RfI ma Salvini vuole di più. I mandati degli ad di Anas e Rfi sono scaduti ma sia Isi sia Striscuglio avevano avuto la promessa della riconferma. Salvini intende sostituire Isi con Dario Lo Bosco che oggi guida Italferr. Sarebbe una staffetta: Lo Bosco si sposta a Rfi e Isi torna a Italferr. A opporsi ci sarebbe Donnarumma candidato a fare l’ad di Open Fiber che ha rapporti adesso freddi con Salvini (vuole avvicendarlo con Strisciuglio, oggi ad di Trenitalia). Si ripete, è nelle prerogative di Salvini, a cui si chiede velocità, treni in orario, ma quale struttura può fidarsi, lavorare spedita, se pensa che la guida rimane a tempo, e che tempo, un anno? Dal Mit passano gli ultimi obiettivi Pnrr che tutti sanno gestisce Foti ma con il prezioso aiuto di Fitto, commissario Ue.
Il ministero di Salvini ha tre valide figure: il capo di Gabinetto, Alfredo Storto; Elena Griglio, capo dell’ufficio legislativo, e Elisabetta Pellegrini, capo della struttura tecnica di missione. Sono così valide che a volte entrano in competizione, sana, ma sempre competizione. Restano aperte le grandi riforme. E’ ancora in corso il difficile scorporo dell’Anas, il passaggio da Fs a Mef. Ed è difficile la riforma dei porti. Le autorità portuali, in molti casi, hanno smesso di investire perché non sanno se i loro investimenti saranno assorbiti dopo la fine della riforma. Il ministero dei Trasporti è un ministero complicato, ma forse aiuterebbe la tanto declamata stabilità. Quattro ad in quattro anni potrebbero far sorridere anche l’arciministro Giuli.
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio