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Accanto a Mattarella o in Grecia, Meloni mette sempre ansia al Pd
A destare preoccupazione tra i dem non è solo il fatto che la premier, in diverse iniziative pubbliche, si unisca sempre più spesso al Presidente della Repubblica, ma anche che Meloni abbia incontrato il nuovo editore di Repubblica
19 MAY 26

Foto Ansa
Raccontano che Elly Schlein non si stia impegnando più di tanto per ottenere che la candidatura di Maurizio Martina alla guida della Fao vada in porto. Dicono che la leader del Partito democratico non abbia un grande interesse in questa partita. Il suo obiettivo principale infatti è quello di mantenere buoni rapporti con il premier spagnolo Sánchez. E se Sánchez tiene ad avere uno spagnolo in quel ruolo lei non farà più di tanto per spingere invece l’ex segretario del Pd. Non è un caso se nei suoi colloqui con il primo ministro spagnolo abbia diplomaticamente sorvolato sulla vicenda. Il Pd e il Psoe sono i partiti più forti del gruppo socialista all’Europarlamento e Schlein è interessata a mantenere buoni rapporti per altri motivi. Comunque, ragionano al Pd, se Martina non ce la farà, la colpa non sarà della segretaria dem ma sarà da attribuirsi a Giorgia Meloni perché questa è una partita che si gioca tra governi europei.
Ma che fine ha fatto la grande manifestazione contro la guerra lanciata da Elly Schlein e accolta positivamente dalle altre opposizioni? Doveva essere un’iniziativa in grande stile, ma adesso non se ne sente più parlare e in molti, anche tra gli esponenti del Partito democratico, sostengono che non si farà più. Colpa, dicono, del fatto che i leader del campo largo si parlino poco e niente tra di loro. Prova ne è la tacita decisione di tutti, anche di Nicola Fratoianni e Bonelli, che pure avevano chiesto a gran voce un incontro di tutti gli alleati, si sia ritenuto più opportuno fissare un tavolo per il programma non prima dell’autunno.
Del resto, i leader del campo largo non hanno preso una decisione nemmeno per quanto riguarda la legge elettorale. Seguire la linea di Dario Franceschini e presentare emendamenti per cambiare la riforma proposta dal centrodestra oppure presentare solo emendamenti soppressivi? I secondi, ragiona qualcuno al Nazareno, hanno un indubbio vantaggio: quello di evitare frizioni all’interno del centrosinistra e dentro lo stesso Partito democratico. Un esempio su tutti? Il tema delle preferenze che divide non solo le opposizioni ma anche gli stessi dem.
Al Pd, come è stato scritto nel precedente numero di questa rubrica, si guarda con apprensione al fatto che Giorgia Meloni si unisca sempre più spesso a Sergio Mattarella in diverse iniziative pubbliche. Anche la visita che i due hanno fatto a Modena per parlare con i feriti e far vedere la loro solidarietà alla città tutta, ha depistato qualche apprensione. Vuoi vedere – è l’interrogativo che circola al Pd – che la grande popolarità di cui gode il presidente della Repubblica finirà per riflettersi sulla premier?
Di preoccupazione in preoccupazione. Anche il viaggio in Grecia della presidente del Consiglio ha messo in ansia il Pd. In quell’occasione infatti Giorgia Meloni ha avuto modo di incontrare il nuovo editore greco di Repubblica. Il timore è che persino il quotidiano che da sempre ha seguito (e in alcuni casi anche guidato) le iniziative del Pd possa non supportare più la linea dem. Allora sì che sarebbero problemi, dicono i dem.