•
Lega anti Tajani
Romeo, capogruppo leghista al Senato: "Il governo ci segua sull'immigrazione". Iezzi: "Forza Italia, ormai, è uguale al Pd"
di
19 MAY 26

“Sui temi dell’immigrazione il governo abbia il coraggio di seguire di più la Lega”, dice al Foglio il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. “Forza Italia fa le stesse incomprensibili proposte del Pd”, gli fa eco il deputato Igor Iezzi. Altri esponenti del partito di Matteo Salvini, ancora, lo dicono forte ma al prezzo (non negoziabile) dell’anonimato: “Giorgia Meloni non si espone sulla cittadinanza soltanto perché teme il Quirinale”. E dunque il caso di Modena, ovvero dell’attentatore d’origine marocchina, ha riacceso il Carroccio sui temi di bandiera. Sugli stilemi di sempre che però fanno storcere i nasi, oggi, dalle parti di Forza Italia.
Igor Iezzi, noto per la franchezza e per essere il primo firmatario della proposta di revoca del permesso di soggiorno, lo dice più volte: “Non so cosa voglia fare Antonio Tajani, ma constato che è ormai sempre più difficile distinguere le sue proposte da quelle di Schlein”. Il riferimento è all’istantanea precisazione del ministro degli Esteri sulla cittadinanza italiana dell’attentatore. “Abbiamo questa difficoltà: non riusciamo a distinguere i due partiti”. E’ un tema increscioso, certo, ma l’uomo era davvero italiano. O no? “Che fosse italiano o meno, poco importa, visto che la cittadinanza non è un banale pezzo di carta e si può anche revocare se uno scrive: ‘Cristiani bastardi’. Già con lo Ius scholae, comunque, Forza Italia ci lasciò di stucco. La nostra proposta di revoca del permesso, oggi, si basa sul principio presentato da Salvini nel 2018. E cioè sull’idea di togliere la cittadinanza a chi commetta reati legati al terrorismo”. Un alleato non vi segue. L’altro, sinora, non si capisce. “Io sono certo che, alla fine, troveremo una sintesi. Anche se forse non dovrebbe esserci bisogno neppure di cercarla se parliamo di terrorismo, stupro, pedofilia. Reati che tradiscono la cittadinanza. O sbaglio?”. E insomma la Lega dà segni di insofferenza. Modena ha riacceso il faro sulle loro proposte “giacenti da tempo”, così dicono, tantoché il capogruppo Romeo nota in special modo una certa pavidità. “Le nostre proposte – dice – spesso considerate estreme e che si tenta sempre di annacquare, a volte persino di ridicolizzare, dimostrano che noi leghisti non arriviamo da Marte e che, alla fine della fiera, abbiamo ragione”. Sì. Anche se il caso di Modena è ancora piuttosto opaco. “Per me infatti non si deve generalizzare – risponde il senatore – ma chi non dimostri di aderire ai nostri valori non merita la cittadinanza”. Tajani, insieme all’opposizione, fa presente che l’uomo già l’aveva: figlio di marocchini, è cresciuto in Italia. “Ecco, noi che non siamo buonisti diciamo che casi come quello di Modena impongono una riflessione: occorre prendere in considerazione una stretta della legge sulla cittadinanza che prevede anche la revoca. Sappiamo che arrivano, che diamo loro assistenza. Sappiamo che studiano e lavorano grazie a noi. A questo punto, però, anziché manifestare gratitudine, alcuni di loro cosa fanno? Compiono atti criminali e mostrano odio nei confronti del nostro paese. L’unica domanda da porsi è: cosa dobbiamo aspettare, ancora, per capire che questa gente da noi non deve stare? La cittadinanza non è una banale pratica burocratica, come pensano i buonisti. E’ adesione ai valori”. Il deputato Igor Iezzi, dal canto suo, ridimensiona i tentennamenti meloniani: “Capisco che Fratelli d’Italia abbia l’onere di trovare una mediazione. Ma è bene comprendere che la cittadinanza non è un dato acquisito”. Cosa volete fare, onorevole? “Semplicemente allargare il nucleo dei reati”. Detta così, benissimo non suona. Ma ci spieghi. “Chi commette un certo tipo di reato, e ha due cittadinanze, può andare incontro a una revoca”. C’entra con l’islamico modenese? “Sì. C’entra perché dietro c’è il tema più grande dell’integrazione. A Milano, per dire, ci sono discoteche su base etnica”. Cioè? “Club frequentati da soli latinoamericani”. Lei allude alla società multietnica che ghettizza. Ma non crede che la soluzione, col favore o meno del vicepremier Tajani, debba andare un tantino oltre il reatificio? “Guardi, stamane sono stato col ministro dell’Istruzione Valditara a Quarto Oggiaro dove è stata costruita la più grande scuola con i soldi del Pnrr. Abbiamo ragionato sulla mancata integrazione dovuta al fatto che le seconde generazioni parlano, in casa, lingue diverse da quella che studiano a scuola”. Le conclusioni? “Bisogna lavorare diversamente sull’integrazione, coinvolgere i genitori. L’uomo di Modena era un folle, certo, ma anche non integrato. ‘Cristiani bastardi’ è piuttosto inequivocabile”.