Il difetto della modalità Npc, fra i tanti, non è solo quello di aver costruito sul non dire nulla l’identità del Pd. E’ anche quello di aver contribuito ad alimentare un equivoco storico: dare al M5s più peso di quello che dovrebbe avere.
I numeri delle ultime elezioni sono lì a ribadire che il M5s, nei rapporti con il Pd, dovrebbe essere trattato come se fosse una sorta di nuovo Udeur.
Il dato delle ultime amministrative è netto. Nei capoluoghi, il risultato migliore raggiunto dal M5s è ad Avellino, con 2.267 voti e il 7,59 per cento. Seguono Chieti, 1.093 voti e 4,49 per cento; Salerno, 2.868 voti e 4,45 per cento; Macerata, 837 voti e 4,33 per cento; Andria, con la lista M5s-Avs, 2.118 voti e 4,15 per cento; Crotone, 1.196 voti e 4,08 per cento. Più indietro Trani, 1.029 voti e 3,42 per cento; Messina, con M5s-Controcorrente, 3.083 voti e 3,01 per cento; Venezia, 2.779 voti e 2,61 per cento; Pistoia, 924 voti e 2,34 per cento; Prato, 1.571 voti e 2,33 per cento; Arezzo, 826 voti e 1,99 per cento; Fermo, 295 voti e 1,71 per cento; Mantova, 261 voti e 1,30 per cento. E dunque: perché non prenderne atto? La risposta è purtroppo sconfortante: l’inseguimento del M5s, il modello Npc, non è una scelta dettata dall’algoritmo del consenso ma è una scelta dettata dalla costruzione di un’identità affine a quella della nuova Udeur.
La decisione del non dire nulla, del non fare nulla, del non dettare un’agenda, un’agenda diversa dalla politica del no, può avere successo, in caso di processo autodistruttivo del centrodestra, ma è una decisione che allo stesso tempo rischia di trasformare l’immobilismo, il non dire nulla, nell’unica forma di responsabilità dell’alternativa, evidenziando una fragilità che si traduce in vulnerabilità. La formula
still life funziona in foto, funziona quando il vento soffia così forte da non dover fare altro che alzare le vele, ma se il vento non soffia forte, se il vento è un soffietto, e non lo si capisce, l’atteggiamento di immobilismo diventa tracotanza, hybris direbbero gli antichi, e avere un’alternativa che piuttosto che scommettere sulla formula dello
yes, we can, stiamo insieme per fare qualcosa, scommette sullo yes, weekend, stiamo insieme per non dire nulla, rifugiandoci in qualche casolare di campagna nel fine settimana senza far sapere a nessuno cosa pensiamo, per far passare il tempo, osservando la nostra clessidra gigante, può portare risultati se il vento soffia forte, cosa che non si vede, ma può essere anche l’unico modo per il centrodestra di essere incredibilmente ancora competitivo. E se vi chiedete perché il centrodestra stia facendo di tutto per garantirsi che sia questo l’assetto da preservare all’opposizione in vista delle politiche future, via legge elettorale, forse avrete capito perché.
Yes, we can? No:
yes weekend.