Politica
Il caso •
Salvini gli dà del moroso. Pretto: “Bullizzato dalla Lega. Vannacci? Sono in vigile attesa”
"E' surreale. Contro di me un attacco strumentale. Mi vogliono sabotare. Ci sono colleghi con incarichi prestigiosi che non hanno fatto versamenti". Parla il deputato vicentino a cui il Carroccio ha mandato una lettera con l'accusa di non pagare le quote al partito. E adesso è vicino ai saluti
30 MAG 26

Matteo Salvini è il bullo. E quello della Lega è “un atto di bullismo”. “ Un attacco strumentale”, dice al Foglio Erik Pretto. Il deputato veneto del Carroccio è “basito”. Il suo partito gli dà del moroso, manda mail, apre procedimenti disciplinari e minaccia espulsioni per non aver saldato le quote. E’ così? “Non ho ancora capito quanto dovrei versare. Ho ricevuto questa pec senza che prima ci sia stato alcun confronto, senza preavviso. In questi anni ho dato al partito oltre 260 mila euro”. Ma da via Bellerio battono cassa. “E’ surreale. Da quanto risulta sul sito della Lega ci sono colleghi, con incarichi prestigiosi, che non hanno fatto versamenti”. Onorevole, la invitano a lasciare il partito? Vannacci l’aspetta. “Sono in vigile attesa”.
Onorevole Pretto, riavvolgiamo il nastro. E’ moroso? Cosa è successo? “Con estrema sorpresa lunedì ho ricevuto una mail, mi avvisavano dell’avvio di un iter disciplinare per non aver ottemperato agli obblighi dell’articolo 35 dello statuto”. Prevede che ogni eletto dedichi un “tempo adeguato” all’espletamento incarico assunto. Pretto, che viene da Schio in provincia di Vicenza ed è stato eletto in Veneto, si difende: “Su questo credo che nessuno possa dirmi nulla. Mi è riconosciuto da tutti il fatto che sul territorio sono tra i più attivi”. L’art. 35 dice anche che i parlamentari debbano contribuire al partito, 3 mila euro al mese. Salvini aveva promesso una stretta, provvedimenti contro chi non paga, minacciando anche espulsioni. “Tra erogazioni liberali, sovvenzioni e collaborazioni varie, pagate sempre per le attività della Lega sul territorio ho già sborsato oltre 260 mila euro”. Ma non c’è solo questo. “A sorprendermi – prosegue il deputato – è il fatto che nessuno mi abbia telefonato o cercato per una riunione o un confronto. Neanche uno che mi dicesse: ‘Guardi, lei ci deve questo’”. E quanto deve, o dovrebbe? “E’ una cifra che a oggi non conosco nemmeno io”, ribatte Pretto, che nel frattempo lavora alle sue memorie difensive. “Le accuse che mi vengono rivolte non hanno fondamento, sono quanto mai surreali. E come se non bastasse mercoledì sera scopro mio malgrado che tutta la questione è stata comunicata alla stampa, in maniera assolutamente inopportuna”, dice Pretto. Un trattamento del genere non se lo aspettava. “Inoltre, stando al sito della Lega, ci sono colleghi che, pur avendo incarichi importanti e prestigiosi, non risulta abbiano fatto versamenti”. Ma non a tutti sarebbe arrivata una pec, è cosi? “Mi sono chiesto quale potesse essere la ragione di tutto questo interesse per me. Per come è stata gestita, questa vicenda è un attacco strumentale nei miei confronti. Evidentemente le vere ragioni sono altre”. Pretto avanza alcune ipotesi, riguardano la partita della Liga veneta (ora commissariata con Tomaello) e le sue velleità di diventarne segretario. “Sicuramente c’è il fatto che alcuni militanti mi hanno proposto come candidato”. E ancora: “Non sono state gradite le legittime perplessità che ho espresso, in qualità di consigliere federale, sulla candidatura alle supplettive in Veneto (Alberto Di Rubba e Giulio Centenaro ndr) e su altre questioni legate al territorio, dando voce ai sindaci dell’alto vicentino”. Per tutte queste ragioni Pretto s’è convinto che a mettere in giro le voci che lo danno in uscita dalla Lega. Verso Vannacci, ma anche verso i meloniani e Forza Italia. “Dal momento che ai colleghi è nota la mia passione per la cultura e la lingua veneta mi stupisco non abbiano ancora ipotizzato il mio ingresso nella componente Minoranze linguistiche del Gruppo misto”. E però dopo un trattamento come quello descritto è lecito ipotizzare che possa davvero lasciare.
Il Carroccio è ancora casa sua? “Sono iscritto da 20 anni, sono cresciuto facendo il consigliere comunale, l’assessore, il segretario provinciale. Ho avuto incarichi nel partito, ho dato tanto e non credo di meritarmi questa azione sabotatoria che certamente viene dalla Lega”. Onorevole, il futurista Edoardo Ziello continua il suo scouting. “Posso solo dire di essere in vigile attesa, davanti a questi eventi. Vediamo dove ci porteranno. Nel frattempo – conclude Pretto – lavoro meticolosamente alle mie memorie e auspico possano essere prese in considerazione”.
