Vannacci mette un altro dito nell'occhio a Meloni: "Pronti a lavorare con le opposizioni sul salario minimo"

 "Noi guardiamo alle esigenze dei cittadini, non abbiamo preconcetti ideologici", dice al Foglio l'ex leghista Gianangelo Bof, ora parlamentare di Futuro nazionale. Il partito della "destra pura" punzecchia il governo e spinge per un tetto di 9 euro all'ora per i lavoratori (lo stesso immaginato da Schlein e Conte)  proprio nel giorno in cui l'Upb certifica che i salari reali si sono ridotti dell'8 per cento dal 2020

10 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 17:15
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Avete letto bene il titolo: Futuro Nazionale spinge per il salario minimo. "Nel dl lavoro manca un importo minimo orario, che noi auspichiamo perché crediamo che la dignità della persona abbia un valore", dice al Foglio Gianangelo Bof. Fino a pochi giorni fa militava ancora nella Lega. Poi ha deciso di aggiungersi alla fiumana di deputati annunciati da Roberto Vannacci sabato scorso come new entry della sua creatura politica. "In Roberto ho visto una persona corretta, coraggiosa, non è sicuramente una persona dalle facili promesse, dice le cose come stanno". E allora sì al salario minimo, altro che quello "giusto" auspicato nel decreto lavoro su cui il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera. Occasione in cui Bof ha ribadito la sua posizione: "Crediamo nella crescita professionale, ma crediamo anche che il valore del lavoro di una persona debba avere un valore minimo sotto il quale non si può andare e non si deve andare".
Futuro Nazionale si mette di traverso al governo su un tema in cui ogni partito della maggioranza si è sempre detto contrario. E lo fa nel giorno in cui il Rapporto dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ha messo nero su bianco come i salari siano inferiori di oltre l’8 per cento rispetto ai valori medi del 2020. "E non scordiamoci di quelli che sfruttano i lavoratori, che vanno condannati", puntualizza Bof. La sua proposta – la proposta vannacciana – è di inserire nel provvedimento l'indicazione di un importo orario ancorato a quanto stabilito dalla giurisprudenza. "Ci sono sentenze dove gli imprenditori vengono condannati perché pagano poco i loro dipendenti. Ma ciò avviene sulla base di usi e consuetudini, ossia la contrattazione nazionale, usati dai giudici per stabilire se quanto corrisposto al lavoratore sia corretto o meno. Manca una norma nazionale, una regola per tutto il paese, un tetto minimo che possa scongiurare i casi di sfruttamento del lavoratore". E a quanto ammonterebbe questo importo minimo? "Nove euro l'ora". La stessa soglia che le forze di sinistra propongono da tempo per contrastare il lavoro povero. "Potremmo andare anche a 11 euro. È un dato di misura preso come riferimento anche dalla giurisprudenza costante", chiarisce Bof.
Asse particolare, del tutto inedito. Sareste disposti a lavorare con l'opposizione per una norma ad hoc sul salario minimo? Il neo vannacciano sfodera la sua realpolitik. "Noi guardiamo alle esigenze e ai bisogni dei nostri cittadini, lavoratori, imprese, artigiani, commercianti, e quindi poi se la nostra proposta coincide con una cosa proposta anche da qualcun altro, non ci facciamo preconcetti. Noi guardiamo i nostri obiettivi", dice l'ex leghista. "E ovviamente dobbiamo portare delle risposte ai cittadini". Per adesso, dal centrosinistra non arrivano segnali di avvicinamento. "I deputati di Futuro Nazionale stamattina avevano aperto sul salario minimo nella dichiarazione di fiducia sul dl Primo Maggio. Nel pomeriggio però hanno votato contro l'ordine del giorno unitario delle opposizioni sul salario minimo", ha commentato Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione lavoro alla Camera. "Insomma, il "futuro" è già "passato". Il generale Vannacci è già "remigrato" nei più comodi lidi del centrodestra". 
Per Bof la linea è ancora quella dell'apertura a tutti, purché si arrivi a meta. Stesso copione che ieri a denti stretti ha dovuto seguire Matteo Salvini, dicendosi disponibile a "non chiudere" a un eventuale ingresso di Vannacci nella coalizione di centrodestra. "Se il governo decide di mettere nel programma le cose che  cose che ci vengono richieste dai nostri elettori, potremo rappresentarli ovunque", risponde Bof, che pone una condizione: "Non vogliamo accordi che ci facciano disconoscere i nostri valori. Noi ci basiamo su quello che è il nostro programma". Che ancora non esiste. "Abbiamo già delle linee. Sicuramente con l'atto costituente sarà depositato anche un programma preciso. Ma non posso anticipare nulla". Tutto da costruire ancora, e anche di fronte all'ipotesi di seguire la delega all'economia per Vannacci Bof si mostra prudente. "Se me la sentirei? Io sono un uomo di territorio, non ho le conoscenze giuste. E poi per ora non stiamo discutendo di ruoli, stiamo lavorando giorno e notte".
In attesa della Costituente del 13-14 giugno, Futuro Nazionale gioca a fare l'opposizione al governo anche con le armi della sinistra e gongola per i sondaggi generosi. E non scordiamoci dell'effetto La7. "Stasera Roberto può cavarsela da Gruber. Lui è una persona molto preparata, e sa anche molto ascoltare".