Mercoledì sera
Roberto Vannacci, alla sua prima apparizione nel salotto di Lilli Gruber,
ha regalato a “Otto e mezzo” un 9,9 di share, un milione e settecentocinquantacinquemila spettatori. Un successo. Il generale si è definito “di destra autentica”, ha negato i diritti ai gay con la serenità di chi consiglia un ristorante, e oggi i siti specializzati titolano festosi: Gruber decolla, Gruber sfiora la doppia cifra, effetto Vannacci. Si percepisce, nei bollettini Auditel, la stessa gioia composta con cui un tempo si annunciavano le vittorie navali. Ora, da anni ci viene spiegato che la volgarità populista in televisione è un’invenzione della destra.
Esiste perfino una parola, “retequattrismo”, che sembra una malattia dermatologica contratta durante la campagna elettorale e che invece indica una precisa tecnica: il conduttore complice, l’ospite urlante, il popolo aizzato contro l’élite mentre l’élite, in regia, conta gli spettatori.Tutto vero, probabilmente. Però conviene maneggiare la teoria con prudenza, perché poi arriva una sera come quella di mercoledì e si scopre che il pericolo per la democrazia, debitamente annunciato, promosso e impaginato, vale il 9,9 per cento di share, e che nessuno, nella televisione che si autodefinisce di sinistra e che la sinistra politica chissà perché considera di sinistra, ha pensato di rinunciarvi per ragioni pedagogiche o, appunto, politiche. Al contrario, molti dei mostri che popolano il palcoscenico girevole d’Italia sono stati pettinati e illuminati proprio nei salotti che si considerano gli anticorpi del mostro. Il professore mattocchio che spiega da tre anni che Putin sta vincendo, lo storico con la parrucca per il quale il vero problema geopolitico dell’Europa è la “russofobia”, l’avvocatessa che parla di lobby ebraiche, l’ex grillino che gira il mondo in bicicletta spiegando agli autoctoni perché devono ribellarsi all’occidente, il giornalista manettaro e senza briglia.
I più attenti ricorderanno Francesca Donato, nota come lady eurexit, che da sconosciuta, grazie alla televisione di quelli buoni e di sinistra raggiunse un tale livello di notorietà da farsi candidare ed eleggere al Parlamento europeo con la Lega. La televisione di sinistra non costruisce i populisti. Sarebbe un’esagerazione. Ma li alleva come orchidee rare. Li annaffia. La liturgia di mercoledì sera era perfetta. Gruber lo incalza, Vannacci sorride. Lei gli dà del vaniloquio, lui ringrazia. Lei rappresenta l’indignazione, lui rappresenta lo scandalo, e insieme rappresentano soprattutto quasi due milioni di spettatori, che è la cifra in cui le opposte visioni del mondo finalmente si riconciliano.