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Le manovre •
Civici per Meloni: l'idea di un listino della premier per combattere il vannaccismo. Ghisleri: "Sarebbe un valore aggiunto"
Le difficoltà di Salvini e l'avanzata del generale fanno tornare d'attualità l'idea di una lista della premier da affiancare a FdI per attrarre civici e imprenditori. Meloni attacca Vannacci ritenuto da FdI un "prodotto" di Renzi

Roma. Si conoscono i nemici di Meloni ma quanti sono i suoi amici? E’ un’idea antica che torna fuori adesso che Salvini è accerchiato, ora che Forza Italia soffre: i civici per Meloni, una lista del presidente. Se la sinistra lavora a una terza gamba, perché non può farlo Meloni, perché non valorizzare il suo consenso personale, che va oltre il partito? Dice Alessandra Ghisleri, la sola di cui Silvio Berlusconi si fidava in materia di sondaggi: “I civici si stanno rivelando la sola novità di queste ultime elezioni. E’ un consenso che io definisco di prossimità. Dare una lista di civici da affiancare al partito è un’operazione che aggiunge valore, offerta. Se non lo fa Meloni, lo farà qualcuno altro. Lo può fare la Lega, FI”. Salvini in cosa può sperare? Il lodo Giorgetti, il ritorno al Viminale di Salvini equivale al rimpasto, al cambio di due ministri, e non esiste la garanzia che disinneschi Vannacci. Meloni è convinta (e anche Renzi non lo nasconde più) che Vannacci sia il suo drone, Renzacci, creato per fare perdere il centrodestra. Si è rotta la tregua: il mandato ora è attaccare Futuro nazionale. Alla sporca dozzina di Vannacci, perché non affiancare la dozzina di Meloni?
In politica nulla può dirsi fantasia e questa, i civici per Meloni, è già circolata. Se n’è parlato quando si rimproverava a Meloni di non allargare la squadra. Basta seguire le assemblee di Confindustria e Confcommercio per sentire la stessa frase: “Io Meloni la voto, ma non posso votare FdI”. Lo ha insegnato Silvio Berlusconi di cui si celebra l’anniversario: moltiplicare l’offerta, come nelle televisioni. FdI è un partito che ha una sua identità, ma Meloni intercetta ormai moderati che non votano né Forza Italia né Lega. Quando si è ragionato dei civici per Meloni, in FdI si è subito sollevata l’obiezione, ragionevole: “Non ha senso. Toglie voti a FdI. Non funziona”. E’ tutta una questione di saldo. I “civici per Meloni” possono forse togliere qualche punto a FdI, ma possono anche rivelarsi la casa di chi a destra è senza casa. Accademici, imprenditori, sindaci civici che possono essere coinvolti ma che non prenderanno mai la tessera di FdI, e non solo. Dice Ghisleri: “Si sta risvegliando il piacere dei civici. Pensate a Picierno e al suo Spazio pubblico, e ancora ad Alessandro Onorato. Lo stesso Vannacci sta cercando un consenso di prossimità. Oltre al partito verticale serve quel contributo orizzontale. In questi casi vale la regola: se non lo fa Meloni, lo fa qualcun altro. I civici per Meloni possono essere il valore aggiunto”. Cosa stanno facendo Zaia, Fedriga e Attilio Fontana? Si stanno muovendo, da civici, all’interno della Lega. Salvini ha in mente di presentare mercoledì al Federale (e si sa già che non ci saranno né Zaia né Attilio Fontana) un cronoprogramma, ma nel partito si chiedono: ci arriviamo al ritiro della Lega fissato a Treviso il 4 e 5 luglio? Come ci arriviamo? Ogni giorno il segretario viene assediato. Giovedì è stata indagata Elisabetta Pellegrini, sequestrati i suoi pc. Ieri è stato rinviato a giudizio il suocero di Salvini, Denis Verdini. Non sono eventi collegati, ma indeboliscono Salvini e vengono agitati da chi lamenta in Lega “la toscanitudine”. Zaia ha detto più volte “posso farmi un partito”. Cosa accade se Salvini non riesce a coinvolgere Zaia come vicesegretario? Lo scoramento dei militanti può solo aumentare. Ogni giorno chiamano i parlamentari Lega per chiedere: “Accade qualcosa?”. La delusione della mancata novità è più pericolosa della sporca dozzina di Vannacci. La Lega è prigioniera della lealtà a Salvini e della fedeltà a se stessa. Se la Lega torna al nord farà una naturale battaglia contro Roma, contro la Lega di Durigon. Moltiplicare l’offerta significa preparare scialuppe. Sotto la casella dei civici per Meloni, per Zaia, per Marina Berlusconi, si può arruolare la bella dozzina come insegnava un elefante del pensiero: “Siamo amici e amici dei nemici degli amici”.
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
