Politica
l'intervista •
L'ideologo di Vannacci: "Platone e Aristotele sono di destra. Via i bagni neutri dalle scuole. Il migliore ministro? Sarebbe stato Veneziani"
Parla Lorenzo Gasperini, il filosofo di Futuro nazionale. "La frase contro le unioni civili? Magari con toni più civili, ma la retwitterei". La Lega? "E' un partito di centro". Giuli? "Ideologicamente fragile"
16 GIU 26

E’ il Del Debbio del generale. I tempi cambiano, così i costumi. E Lorenzo Gasperini ha scritto, in questi mesi, il programma di Roberto Vannacci come l’immenso Paolo lo scrisse al Cav. Ed eccolo, allora, l’intellettuale futurista trentacinquenne. Gasperini insegna oggi filosofia al liceo classico statale di Livorno, prima alle Scuole Pie Fioretine “dove ha studiato Spadolini”.
“Il miglior ministro della cultura sarebbe stato Marcello Veneziani”, dice al Foglio. Ma Veneziani – facciamo notare – operò il gran rifiuto. “Appunto. E bisogna che ci s’interroghi sul perché”. Perché? “Non saprei. Ma il problema della cultura, a destra, dev’essere molto profondo se persino Veneziani ha rifiutato”. Lei invece, dopo tanti anni, ha rifiutato la Lega. Bisogna che la si interroghi! “Sì”.
Gasperini dice di fare politica dalla tenera età. Prima rappresentante d’Istituto, poi consigliere comunale con il Pdl, infine nel Carroccio undici anni fa. “Ho fatto il capo di gabinetto per Susanna Ceccardi nel 2016 a Cascina”, dice. Quando la leghista era sindaca. “Sindaco. E il problema, negli anni, sono state le sue scelte continuative con le amministrazioni di sinistra. In fondo, la Lega è un partito di centro”. Ed è per questo che lei l’ha lasciato. “Il modello di Susanna e Salvini è forte sulla comunicazione. Grida alla ruspa e a tutto il resto. Ma poi…”. Poi? “Poi manda, per esempio, le armi all’Ucraina. Salvini è un ostaggio della linea Zaia: unioni civili e suicidio assistito. Ovvero omicidio del consenziente”. Accantoniamo per il momento gli esteri e i diritti civili. Torniamo alla cultura. Qual è il problema, a destra? “Se la domanda vuole portarmi ad Alessandro Giuli, come credo, non ho problemi a dire che mi sembra ideologicamente fragile. Non penso possa rappresentare la cultura di destra”. E chi potrebbe rappresentarla? “Eh”. Questa volta la domanda la poniamo dritta: a lei piacerebbe andare al Collegio romano? “No – sorride il professore – non ho quest’ambizione”. Va bene. Legge Veneziani. Poi? “Poi Franco Cardini, che non è mai scontato, che può navigare in territori che non ti aspetti. Lo farei leggere ai ragazzi”. Lei insegna filosofia. “Sì. E penso si debba dire, con più forza, che la cultura è di destra. Che Platone, Aristotele, Tommaso, Anselmo sono tutti conservatori. Sfido a trovare le radici della sinistra fuori dalla sofistica”. In Futuro nazionale, tra lei e Vannacci, ci sono troppe lauree. “Voglio dire che i padri della sinistra sono Gorgia e Protagora, i padri della destra Platone e Aristotele”. Mmm. A sinistra sono figli di dei minori. Ma scusi la reminiscenza: che ne è del comunismo platonico? “Sono dettagli, piccole porzioni del suo pensiero. La visione del cosmo che ha Platone è gerarchica, verticale. In Platone non esiste il principio di uguaglianza”. Platone è di destra? “E’ nella Tradizione”.
Lei sta sempre sui libri. Nel tempo libero cosa fa? “Faccio sport e vado a messa”. Che musica ascolta? “I canti gregoriani, Mozart, De André”.
L’ideologo di Vannacci – racconta – ha studiato Pasolini e Del Noce in Cattolica. Poi, con il Nordic Program, storia delle religioni in Scandinavia. Una tesi su Cristianesimo, Islam ed Ebraismo nel primo Millennio. Mentre parliamo sta per entrare nel collegio docenti ma noi insistiamo sul Collegio romano. Cosa dovrebbe fare un buon ministro? “Il punto è che oggi la cultura di destra non si vede. Cultura è tutto ciò che informa le scelte di un uomo. E io non vedo cultura, a destra, se ci si preoccupa di fare marketing sul diritto penale, con il femminicidio, e non dell’esistenza dei bagni ‘neutri’ in molte scuole”. Sul femminicidio Vannacci ha destato scandalo. “Incomprensibile. La giustizia è proporzionale. Si punisce un uomo per ciò che fa, non per il messaggio che, con la punizione, si spera di dare agli altri”.
Cosa l’ha conquistata di Vannacci? “Il suo habitus, che è l’assenza di paura”. Professore, va bene il latino. Ma mentre chiacchieriamo si fa virale un tweet di Alessia Morani, l’ha visto? “No”. L’ex deputata dem riesuma questo suo commento alla legge sulle unioni civili: “Finalmente ciucciare i piselli guadagnandone un riconoscimento istituzionale non sarà più un privilegio di ministri e sottosegretari”. Retwitterebbe? “In Toscana mi hanno cresciuto a pane e sarcasmo. Se la Morani si scandalizza per una battuta sull’omosessualità fatta quando avevo 25 anni mi dispiace per la sensibilità della signora, oggi mi esprimerei con più eleganza per stomaci delicati, ma le mie posizioni sui loro decreti rimangono le stesse. Con Malaparte dico: l’ironia è morta in Europa, nessuno sa più giudicare”.