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Le dichiarazioni •
Vannacci ci pensa un po', poi arriva in difesa di Meloni da Trump
L'ex generale si schiera con la premier, e con l'Italia, contro le parole del presidente americano: "Al di là del colore politico di chi guida il paese, il presidente del Consiglio rappresenta sempre l'Italia. E l'Italia non si umilia, non si svende, non supplica nessuno". In mattinata sia il generale sia i suoi ancora meditavano su che linea tenere

Foto Ansa
Anche Vannacci corre in difesa di Meloni. Sono passate diverse ore da quando Trump aveva detto di aver fatto la foto con Meloni perché “mi ha fatto pena” e finalmente l'ex generale, parlando con l'Adnkronos, prende posizione contro il tycoon, ma soprattutto si schiera dalla parte dell'Italia che "non può diventare terreno di scontro per calcoli di parte o convenienze politiche del momento. Non condivido chi, per attaccare Giorgia Meloni o il suo governo, finisce per gettare fango sul presidente del Consiglio italiano e, con esso, sull'immagine della nostra Nazione. Al di là del colore politico di chi guida il paese, il presidente del Consiglio rappresenta sempre l'Italia. E l'Italia non si umilia, non si svende, non supplica nessuno". Per il leader di Futuro nazionale "i rapporti internazionali si costruiscono con fermezza, rispetto reciproco e difesa degli interessi nazionali. E quando qualcuno prova a trasformare una ricostruzione, vera o presunta, in un attacco all'immagine dell'Italia, noi sappiamo da che parte stare: dalla parte della Patria". Anche se poi non risparmia critiche all'Ue: "Da un punto di vista sostanziale, tuttavia, resta condivisibile l'analisi di fondo sul fallimento dell'Europa, che ha attuato politiche disastrose in campo energetico e nel contrasto dell'immigrazione clandestina".
Le frasi di Vannacci sono arrivare poco dopo la diramazione della nota ufficiale con cui Fn ha ricordato che “è bene ribadire un concetto chiaro: l'Italia non ha mai implorato nessuno, non lo fa oggi e non lo farà mai. Il nostro paese dialoga a testa alta sullo scenario internazionale, forte della sua storia, della sua sovranità e del rispetto che deve a se stesso e ai propri cittadini”. E ribadisce che “le ricostruzioni distorte e i toni propagandistici non possono scalfire la realtà dei fatti né la dignità delle nostre istituzioni. Fieri delle nostre radici, fermi nelle nostre posizioni. Sempre”.
La nota e le dichiarazioni dell'ex generale sono arrivate diverse ore dopo l’accaduto. Contattato dal Foglio in mattinata sulla questione, Roberto Vannacci aveva commentato dicendo di non averla “neanche vista. E' da stamattina che non mi fermo”. Oltre al presidente, anche l’ex deputato leghista, e ora in Fn, Rossano Sasso ha preferito non dire nulla sulla vicenda limitandosi soltanto a dichiarare che a Brescia c’era stato “un nigeriano che ha tentato di strangolare un bambino di tre anni” e quindi “chiediamo al presidente Meloni di fare immediatamente qualcosa di destra. Futuro nazionale è pronto anche domani. Meloni si preoccupi di quello che succede in Italia”.
In quel momento però tutti gli altri partiti avevano già espresso la loro vicinanza alla presidente del Consiglio dopo che, durante una telefonata con l’Aria che tira su La7, Trump, commentando il recente incontro con Meloni a margine del G7 di Evian, ha detto che la premier l’ha “implorato di fare una foto! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena!”. La replica di Meloni è arrivata con un post su Instagram in cui ha definito “inventate” le parole del presidente statunitense e si è detta “allibita” dal suo comportamento e chiarendo: "Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai”.
Prima della presa di posizione ufficiale di Fn, anche lo stesso Presidente della Repubblica aveva chiamato Meloni e tutta la politica si era già unita nel sostegno alla premier, dal leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte al senatore dem Filippo Sensi fino al segretario di Azione Carlo Calenda. E ovviamente anche il governo con il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani che ha annunciato di aver annullato la visita in America prevista per il 21 e il 22 giugno dopo aver definito le dichiarazioni di Trump “gravi e offensive” e che colpiscono “tutta l’Italia”. E anche la Lega, forza politica che nella compagine governativa è quella più vicina al presidente americano, è intervenuta prima con una nota del Carroccio e poi con una foto postata dal leader Matteo Salvini in cui si vedono il segretario e la premier e con la scritta: “Chi attacca Giorgia Meloni, attacca tutti noi”.