Politica
Frontiere del camaleontismo •
Conte non binario. Il M5s dice che Meloni ha umiliato l’Italia, Conte dice che l’ha fatto Trump
Il leader del M5s ha simultaneamente due idee diverse sulla premier e sul presidente americano
20 GIU 26

Foto ANSA
Stavolta si è superato. Il suo adattamento evolutivo sembrava già superare i limiti e i tempi indicati da Darwin. Il suo trasformismo è diventato proverbiale tanto da aver scalzato il povero Depretis, che a confronto pare Catone l’Uticense. L’abbiamo visto nella versione Conte I, quando si definiva “populista” e “sovranista” in sintonia con Matteo Salvini. E subito dopo l’abbiamo visto nella versione Conte II, quando si definiva “europeista” e “progressista indipendente” diventando addirittura “punto di riferimento fortissimo” del Pd.
L’abbiamo visto siglare la Via della Seta con Xi Xinping e poco dopo dare ragione all’“amico” Donald Trump sulla necessità di un ribilanciamento delle spese militari nella Nato. Ma in occasione dello scontro tremendo tra Trump e Meloni, Giuseppe Conte è andato davvero oltre l’immaginabile. Poteva fare come Angelo Bonelli se l’è presa con Giorgia Meloni: “Ha fatto perdere la dignità all’Italia”, ha detto il leader di Avs. Oppure poteva fare come qualsiasi altro esponente dell’opposizione che, dal Pd a Vannacci passando per Renzi e Calenda, ognuno con il suo stile e i suoi argomenti, ha difeso la presidente del Consiglio dall’attacco scomposto del presidente degli Stati Uniti. E invece no. Questa è la logica di una mente binaria. Conte, che i binari riesce a farli convergere, ha fatto entrambe le cose. Il M5s ha sposato la linea di Trump, quella secondo cui la premier avrebbe supplicato uno scatto: “Meloni va ai vertici mondiali per elemosinare foto a Trump. Sta mettendo in ridicolo il nostro paese agli occhi del mondo. Tolga il disturbo, c’è bisogno di riportare credibilità internazionale all’Italia umiliata da questi incompetenti al governo”, è il commento del partito sui social network. Il M5s rincara la dose in un altro post con le immagini di Conte e Meloni a confronto: “La differenza tra un vero leader e una premier che si fa baciare in testa da Biden e che elemosina foto a Trump, umiliando l’Italia. Meloni tolga il disturbo, ora tocca a noi!”.
Ma contemporaneamente, dal proprio account, il presidente del M5s sostiene la posizione opposta, di condanna del presidente degli Stati Uniti: “L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico - dice Conte -. E’ del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto”. Insomma, non è stata Meloni a umiliare l’Italia come dice il M5s, ma è stato Trump a umiliare l’Italia, dice il presidente del M5s. In tv Conte rincara addirittura la dose. Mentre il partito sposa la linea Bonelli, il leader parla quasi come Fazzolari. “Quelle di Trump sono parole e giudizi inaccettabili. Dobbiamo essere tutti uniti nel respingere degli attacchi del genere da parte di qualsiasi leader di un altro paese, tanto più inaccettabile se nostro tradizionale alleato. Li dobbiamo respingere al mittente. Dobbiamo essere tutti uniti”. Un compito davvero arduo. Anche perché nel caso di Conte vorrebbe riunire tutte le sue facce e le sue personalità su una posizione per almeno un giorno. Si fa prima a stringere un accordo credibile e duraturo con Trump.
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Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali
