Politica
Da Londra al Nazareno •
Bonafoni, braccio destro di Schlein, contro Starmer: "Ha nuotato nello stesso fango dell'estrema destra"
La coordinatrice della segreteria del Pd si scaglia contro il primo ministro britannico dimissionario: "Non ha interpretato una vera alternativa". Due anni fa la segretaria dem aveva salutato la vittoria Labour come "segnale incoraggiante" per i progressisti

Foto ANSA
Le critiche più dure al premier britannico dimissionario Keir Starmer arrivano dal partito italiano più vicino al Labour: il Pd. "Non è stata la Brexit. Almeno, non solo. Non mi pare che le dimissioni del premier inglese Starmer, dieci anni dopo il referendum che determinò l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, siano attribuibili esclusivamente alle conseguenze di quell'uscita", ha scritto sui social Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd, consigliera regionale del Lazio e braccio destro di Elly Schlein (qui un suo ritratto). Secondo lei, "il Labour a guida Starmer si arrende a causa di un'ulteriore distanza messa tra i socialisti inglesi e il sogno europeo: la promessa di pace, la solidarietà tra i popoli, un'economia davvero redistributiva". Da qui, un attacco aperto all'ormai ex primo ministro: "Starmer ha creduto di poter prosciugare l'acqua che alimenta l'estrema destra nuotando in quello stesso fango, provando a limitare i danni anziché scartare, interpretando una vera alternativa. Per questo – ha continuato la coordinatrice dem – è importante lavorare a testa bassa per un'altra Europa, che recuperi concretamente il suo mito fondativo: pace, ambiente, welfare, diritti".
Toni ben più duri di quelli usati dalla segretaria Schlein due anni fa, salutando la vittoria labourista nel Regno Unito come un "segnale incoraggiante" per spazi di nuovo "protagonismo per le forze progressiste". A Keir Starmer e a tutto il Labour Schlein aveva mandato "un abbraccio per lo straordinario successo e un augurio di buon lavoro". Oggi quelle parole vengono rilanciate dalla leghista Silvia Sardone per attaccare i dem e il "malgoverno" labourista.
Subito dopo le dimissioni, la premier Giorgia Meloni ha ringraziato Starmer per il lavoro svolto su dossier spinosi come immigrazione, industria della difesa ed energia. Molto meno istituzionale è stato il Carroccio, che su X ha esultato: "Il re del woke e della censura si è dimesso".