Politica
Il fondo della Zarina •
Milioni di fondi di coesione non spesi in via Arenula. L'eredità di Bartolozzi
C'è un gruzzolo di circa 270 milioni di euro che al ministero della Giustizia giace inerte, non speso. Colpa dell'ex capo di gabinetto? Così pare
27 GIU 26

E’ il tesoretto della Zarina, o così lo chiamano. Un gruzzolo di circa 270 milioni di euro che al ministero della Giustizia giace inerte. Inquietante. Insomma, non speso. Tale somma, da quel che risulta al Foglio, riguarda i fondi di coesione che al ministero sono gestiti dal dipartimento per l’Innovazione tecnologica. Mentre la Zarina – lo sapete – risponde al nome di Giusi Bartolozzi. Ossia all’ex capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio che – fatalità – lavorerà adesso con Tommaso Foti. E cioè col ministro che i fondi di coesione e del Pnrr gestisce. Ora. Ci si potrebbe domandare, e ragionevolmente, perché di tanti milioni bloccati non si ritengano responsabili i vertici del dipartimento incaricato di utilizzarli. E ci si potrebbe chiedere, poi, dove fosse il Guardasigilli quando tutto ciò avveniva o non avveniva (questione di prospettive). Sarebbero domande giuste.
Questioni importanti da porre a chi, con apprensione, pensa adesso ai milioni non spesi, e con disappunto all’ex capo di gabinetto. Interrogativi leciti anche se la risposta, forse, è già nei dettagli. Nei nomi (e nomignoli) che sono sempre conseguenza delle cose. Non sarà infatti un caso, insomma, che Giusi sia stata chiamata a lungo la “Zarina di via Arenula”. Su queste pagine abbiamo raccontato spesso dell’accentramento, nelle sue mani, di tutte le più importanti decisioni ministeriali. Come pure abbiamo detto del vizio di scavalcare, sistematicamente, i vari capi dipartimento che adesso si ritrovano alle prese coi soldi non spesi e il rischio del disimpegno automatico: la revoca dei finanziamenti. Per intendersi, comunque, quei milioni dovrebbero migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari, la digitalizzazione, i divari territoriali in sinergia coi regolamenti europei. Non proprio dettagli. Intanto, però, Giusi Bartolozzi trasloca al ministero che i fondi gestisce. Ironia della sorte o destino della Zarina. Chissà.
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Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021), "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023), "Massacro giudiziario" (Liberilibri, 2026). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]
