I cattolici reclamano spazio a sinistra: Schlein e Conte (che va a Capalbio) se li contendono. Sfida per la leadership

I due leader partecipano a un convegno organizzato dalle associazioni cattoliche. Ma le loro strategie seguono binari differenti: la segretaria dem studia da premier e dialoga con le imprese e conta sulle feste dell'Unità. Il capo M5s punta sul suo libro e va all'attacco sul covid. Domani l'evento a Napoli

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Domani sera si ritroveranno a Napoli, per il primo comizio programmatico. Nel frattempo Giuseppe Conte ed Elly Schlein si marcano, si sfidano, si contendono pezzi d’elettorato – ieri è stato il turno di quello cattolico. Realtà che prima ancora della corsa a Palazzo Chigi possono dare una mano a conquistare la leadership del campo largo, dell’alleanza per la Costituzione, per la pace (o di come si chiamerà).
L’ex premier e la segretaria del Pd si sono incrociati a Roma, all’Istituto Luigi Sturzo ma i due, a ben vedere, portano avanti strategie e mosse differenti, in una sorta di partita a scacchi. Quello cattolico è un mondo che da tempo reclama più spazio, rappresentanza, e si compone di associazioni e movimenti che vogliono dare un contributo alla causa progressista, dal declino demografico, alla povertà e al lavoro, fino ai migranti e pure – in questa fase – alla critica della legge elettorale (da queste parti sarebbero gradite anche le preferenze, che a sinistra però non entusiasmano). “Ridare voce alla democrazia”, non a caso, era il titolo del convegno organizzato ieri da importanti realtà dell’associazionismo cattolico, che hanno messo nella stessa sala i vertici dell’Azione cattolica, delle Acli, della comunità di Sant’Egidio, della Fondazione Giorgio La Pira e ancora quelli di molte altre sigle. Conte e Schlein hanno raccolto l’invito: per dare una segnale d’ascolto, certo, ma anche per non lasciare il campo sguarnito all’alleato-rivale. Entrambi hanno disertato la celebrazioni dell’Independence day a Villa Taverna (e considerano gli attacchi di Trump a Meloni “inaccettabili”), ma interpretano la competizione per la guida dell’opposizione con direttrici e strumenti diversi. La segretaria dem sta studiando da premier: nelle ultime settimane ha avuto colloqui con Paolo Gentiloni, Romano Prodi e Mario Draghi. A differenza di Conte, è stata al congresso della Uil a Padova, per la riconferma di Pierpaolo Bombardieri. Qualche giorno prima la dem ha presenziato al Forum di Federmanager, alimentando un dialogo con il mondo dell’impresa che avanti da un po’, anche con Confindustria, a vari livelli, con la regia di Andrea Orlando – l’ex ministro da mesi gira l’Italia occupandosi di industria. “Siamo pronti al voto in qualsiasi momento”, ha ribadito ieri Schlein, che è intervenuta a Firenze a un’iniziativa dem sulla sanità, nel corso della quale, alla vigilia del vertice di Ankara, ha spiegato: “Se vince Meloni si spenderà il 5 per cento del Pil in armi, se vince il nostro campo si spenderà il 7 per cento in salute, nella media europea”. A sostenere la corsa delle segretaria ci sono poi le Feste dell’Unità. In attesa del programma definitivo, quella nazionale a Reggio Emilia vedrà protagonisti (ma occorrerà pagare un biglietto) artisti come Cristiano De Andrè, Subsonica, Chiello ed Elio e le Storie tese. Mentre tornando alla politica, nelle feste locali anche quest’anno si rivedrà Matteo Renzi, lo aspettano a Villalunga, ma non sarà l’unica presenza.
Giuseppe Conte invece segue altri sentieri, per scelta e necessità. Da giorni è sotto attacco della destra, dei meloniani, sul Covid: ha deciso di andare al contrattacco, scrivendo una lettera a Marco Lisei, il senatore di FdI che presiede la commissione sulla pandemia. Il fu avvocato del popolo chiede che venga “concordata al più presto la data della mia audizione, anche per spazzarevia le false e menzognere accuse che mi state rivolgendo”. L’intento è chiaro, rovesciare il tavolo e l’offensiva dei Fratelli. Nel frattempo porta avanti il suo personalissimo tour, di presentazione in presentazione. Dopo gli appuntamenti in Salento (con D’Alema e Decaro) e quello di Napoli (con Bettini), ecco l’ex premier a Palestrina il 10 luglio, prima di tornare in Puglia, a Bisceglie con Francesco Boccia – che lì è di casa. Quindi, ad agosto, è atteso nell’iconica Capalbio per la rassegna Capalbio Libri. Ma non chiamatelo radical chic: è prevista anche una tappa a Massa Carrara con la Cgil. Andrà avanti così almeno fino a settembre, il 19-20 giugno è stata annunciato l’evento finale di Nova, quando si chiuderà il percorso programmatico M5s. Si terrà a Milano, in una città dove il Movimento ha terreno da recuperare. Poi, finalmente, arriverà il momento del tavolo dell’intera coalizione. Rischia di slittare a ottobre? “Io dico anche a fine settembre – risponde Conte –, saremo pronti a confrontarci con le altre forze politiche”. Nell’attesa toccherà accontentarsi delle foto in formato ristretto, con Fratoianni&Bonelli ma senza Renzi e i centristi. Da qualche parte, del resto, bisogna pur cominciare.