Lirio Abbate al Giornale. Dall’Espresso alla vicedirezione con Cerno. Querelato da Angelucci, smentito da Meloni

Dallo scoop di Montecarlo di Gianmarco Chiocci ai diari patacca di Arafat. Il giornalista sta per essere nominato vicedirettore del quotidiano fondato da Indro Montanelli, ma rappresenta tutto ciò che da trent’anni combatte la destra di carta

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Immagine di Lirio Abbate al Giornale. Dall’Espresso alla vicedirezione con Cerno. Querelato da Angelucci, smentito da Meloni

Foto ANSA

Il mondo è di mezzo ma al Giornale è al rovescio. Dallo scoop di Monte Carlo di Gian Marco Chiocci ai diari patacca di ArafatLirio Abbate sta per essere nominato vicedirettore del quotidiano fondato da Indro Montanelli. E’ come se Feltri andasse a Repubblica e D’Avanzo fosse finito al Giornale. E’ una decisione del direttore Tommaso Cerno, condivisa dagli Angelucci. Ex direttore dell’Espresso, oggi a Repubblica, Abbate rappresenta tutto ciò che da trent’anni combatte la destra di carta. Autore di inchieste con intercettazioni mai trovate (il caso Crocetta) o peggio, quella che riguardava la scienziata Ilaria Capua definita “trafficante di virus”, fino a quelle contro Berlusconi, lo storico editore del Giornale.
Tutto quello che raccontava Abbate, veniva sistematicamente smontato dal Giornale con controinchieste su Dell’Utri, Mario Mori, Bruno Contrada, il capitano Ultimo. Sono di Abbate le pagine su Mafia Capitale, la fonte da dove sgorgavano intercettazioni segrete, impossibili da avere. Sono di Abbate le inchieste sulla mafia dell’antimafia, pagine che riguardavano il caso Montante, suo vicino di tuffo, insieme ad Antonio Ingroia. Il caso Montante, condannato per mafia, è stato la causa della rottura di un’amicizia, anche lavorativa, fra Abbate e Attilio Bolzoni, la firma che per Repubblica ha raccontato la mafia in Sicilia. Tra gli ultimi critici del lavoro di Abbate c’è proprio Bolzoni, al punto da scriverne contro. Basta andare sugli archivi di Libero e Giornale per trovare articoli come questo: “Giorgia Meloni, clamorosa smentita all’Espresso”. Era l’inchiesta che raccontava Luigi Buttiglione come l’uomo che teneva i conti di FdI. In quell’occasione Meloni chiese, scherzosamente, ad Abbate di avere il numero di telefono d Buttiglione e aggiunse: “La pochezza del giornalismo di sinistra non smetterà di sorprenderci”. L’ultimo sottosopra è questo: nel 2011 gli Angelucci querelarono Abbate e L’Espresso per l’inchiesta sulla sanità privata “Angelucci Connection”. Abbate era stato rinominato dai giornali di destra “delirio Abbate”. Al suo primo articolo, come minimo gli dovranno le scuse.