Politica
la lettera alle camere •
Il governo Meloni ha esagerato con le giornate nazionali (e non è l'unico). Il richiamo di Mattarella
Dopo quella per la meraviglia, oggi è il turno della carta riciclata. Ma il capo dello stato avverte: "Contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati". Anche perché andrebbero promosse nelle scuole, ma con questi numeri "diventa sempre più difficile, addirittura inverosimile"

Il presidente della Repubblica non sempre manifesta irritazione o fastidio. Di solito, quando gli capita di non poter nascondere questi sentimenti, non li grida né li esclama, li fa al massimo trapelare. Oggi invece, trovando sulla scrivania un’ennesima espressione della più viva creatività di chi fa le nostre leggi, il capo dello stato deve aver alzato un sopracciglio al punto da chiedere carta e penna e scrivere una lettera alle Camere: “Mi è stata sottoposta oggi [...[ la legge [...] che istituisce una giornata nazionale per il riciclo della carta: non sussistendo profili evidenti di incostituzionalità ho provveduto alla sua promulgazione, così come, pochi giorni addietro, è avvenuto per la legge che istituisce la giornata nazionale della meraviglia. Desidero tuttavia far presente che il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando”. Mattarella, in questa lettera inviata al presidente della Camera Lorenzo Fontana, ha ricordato che “nelle ultime tre Legislature ne sono state approvate 36, di cui 20 nel corso di questa Legislatura. Oltre alle feste nazionali, il numero di queste giornate è ormai di 51”. Pertanto, dal momento che “la maggior parte di esse prevede la promozione [...] nelle scuole [...] di attività didattiche o divulgative sul tema [...] diventa sempre più difficile, addirittura inverosimile, richiedere che le scuole possano assolvere tutti i compiti che vengono loro affidati [...]. Avverto quindi l'esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati”.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la giornata per il riciclo della carta. Ma consultando l’elenco presente sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri, si può ipotizzare che il sentimento di fastidio manifestato oggi dal presidente della Repubblica non sia comparso al Quirinale per la prima volta stamattina. E’ ragionevole sospettare infatti che anche dinnanzi all’istituzione della giornata nazionale degli abiti storici (aprile 2025), Mattarella abbia firmato con un po’ di irritazione. Così come per quella per la prevenzione veterinaria (sempre aprile 2025), per quella della ristorazione (maggio 2026), per quella dell’agricoltura (gennaio 2024). Certamente anche per quella istituita a maggio 2024, e che fa pensare che in alcune occasioni chi istituisce queste ricorrenze non sfrutti a pieno la propria fantasia: la giornata nazionale del rispetto. Di cosa? Di chi? Non è importante. Nel testo si fa riferimento al contrasto al cyberbullismo. Si poteva istituire una giornata contro il cyberbullismo, certo, ma il rispetto è un concetto più ampio e che quindi racchiude tutto. Non si capisce, però, a voler essere pignoli, che utilità abbia avuto un anno dopo istituire anche quella contro il bodyshaming, che è senz’altro una mancanza di rispetto verso chi ne è vittima. Da quando Mattarella è al Quirinale, e come ha ricordato con un pizzico di stizza stamattina, ha dovuto firmare l’istituzione di numerose giornate nazionali. Sarebbe interessante sapere quale sia stata quella che per la prima volta gli ha fatto domandare, tra sé e sé: “Ma ce n’era davvero bisogno?”. Sarà forse stata la giornata nazionale per i regali (Giornata del Dono, istituita da Renzi nel luglio 2015), o quella per lo spettacolo (ottobre 2021)? Forse quella per la lettura (febbraio 2020)?
Insomma, sembra che il nostro Parlamento abbia una propensione all’istituzione di giornate nazionali simile, per smania, a quella che il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dimostrato per la promulgazione di francobolli. E, scorrendo l’elenco, sembra quasi di intravedere proprio il suo zampino in una di queste giornate nazionali, istituita ad aprile 2024 dal governo Meloni: quella per il Made in Italy (se a breve ne dovesse essere creata una anche per le Imprese, non ci sarebbero più dubbi). Anche in quella data, come ha ricordato Mattarella, le scuole dovranno organizzare iniziative con gli studenti in tema “Made in Italy”. Se dunque, intorno a Pasqua, vedrete i vostri figli una mattina dirigersi verso lo scuolabus con una delle sedie in vimini della vostra cucina, sappiate che potrebbe averglielo chiesto la scuola, in occasione di questa importante ricorrenza.