Il monito, con sorridente sbadiglio, di Mattarella sulle troppe giornate nazionali in calendario

Per il presidente della Repubblica molte di queste feste non comandate sono rivolte a stimolare alle virtù sociali i giovani, “diventa sempre più difficile, addirittura inverosimile” la pretesa che a scuola ci sia sempre tempo per celebrarle adeguatamente
15 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 18:12
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (foto Ufficio Stampa Quirinale via LaPresse)

Sembrava di essere iperbolici e irriverenti, quando si commentava che ormai a Milano le “week” di Beppe Sala sono più delle settimane sul calendario. Poi è arrivato il saggio presidente, Sergio Mattarella, che di esagerazioni non ha bisogno mai. Ha fatto il calcolo che in Italia abbiamo 51 “giornate nazionali”, una a settimana, tolto Ferragosto, e ha preso carta e penna: datevi una calmata.
L’occasione è stata la promulgazione della legge che istituisce la Giornata nazionale per il riciclo della carta, sarà così necessaria, non basta la pubblicità progresso?, pochi giorni dopo aver messo la firma sul quella della Meraviglia. Ha firmato perché non c’erano “profili evidenti di incostituzionalità”, poi ha sbuffato (detto con pardon) e ha scritto ai presidenti di Camera e Senato: “Il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando”, si legge. "Avverto quindi l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati”.
Un compleanno al giorno, non è più un compleanno. Annota il presidente che, poiché molte di queste feste non comandate sono rivolte a stimolare alle virtù sociali i giovani, “diventa sempre più difficile, addirittura inverosimile” la pretesa che a scuola ci sia sempre tempo per celebrarle adeguatamente. Queste giornate nascono quasi sempre da iniziative parlamentari condivise, spesso sull’onda di fatti drammatici.
Il governo Meloni ha evidentemente un debole, visto che ne ha istituite una ventina. Ma il senso del richiamo di Mattarella è chiaro. A parte il Giorno della Memoria e la Giornata delle vittime del terrorismo e delle stragi, e quella delle Vittime di mafia, e la giornata dell’Unità nazionale e altre di tragico e concorde valore (ma sul Giorno del Ricordo quante polemiche) ce ne sono molte che paiono un po’ pleonastiche, detto con rispetto. E’ come se ciascuno volesse avere un angolo di calendario tutto per sé, per la propria speranza o sofferenza nel mondo. C’è la Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone (body shaming), ma c’è pure quella della Ristorazione, in un paese che siamo tutti masterchef. L’Educazione e prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari e sociosanitari non dovrebbe essere tutti i giorni, e basta? E le periferie urbane meritano, di per sé, una celebrazione? Qualcosa, inoltre, dà l’aria del doppione, ci sono le vittime del Coronavirus e quelle dei terremoti. Forse anche a questo catalogo vittimario, a volte persino polemicamente contrapposto (il mio, il tuo) , pensava Mattarella. O forse gli è scappato solo uno sbadiglio, e un sorriso: alla Giornata nazionale della Meraviglia, si è meravigliato pure lui.