Politica
L'intervento •
La scena ridicola di un Psi con Ingroia
Con il partito guidato dall'ex magistrato la sinistra riformista di un tempo (Pd, Sel e Psi) evitò di allearsi. Oggi chi ha cambiato opinione? Ci scrive Riccardo Nencini, già segretario del Psi
15 OTT 26

Foto ANSA
Al direttore - “Sta attuando con grande efficacia il percorso che io avevo pensato nel 2013 con Rivoluzione Civile”. Chi parla è Antonio Ingroia, ex magistrato e politico di medio corso, l’attuatore della sua idea è Onorato, assessore al Comune di Roma e leader di Progetto Civico Italia. Scavo nella memoria e ricordo che le liste di Rivoluzione Civile erano formate da Rifondazione Comunista, dal Partito dei Comunisti Italiani, dall’Italia dei Valori, dal movimento di De Magistris, insomma da sigle della sinistra massimalista. Con il partito guidato da Ingroia la sinistra riformista del tempo – Pd, Sel e Psi, di cui ero il segretario – evitò di allearsi: idee in totale conflitto, visioni dell’Italia completamente diverse, giudizi distanti sul ruolo dell’Europa. Mi chiedo, se Ingroia e il suo movimento aderiscono a un progetto di cui fanno parte, come soci fondatori, i socialisti e Più Europa, chi abbia cambiato opinione. Non ne dubito: c’è per forza qualcuno che si sentirà fuori posto. Ma sono più preoccupato, da uomo della sinistra, dell’inclinazione che si manifesta in alcuni dirigenti del campo largo: immaginare che l’ammucchiata faccia accrescere il consenso quando invece alimenta litigi che ti rendono ancora più vulnerabile, perché meno credibile, nell’elettorato che, si dice sull’Arno: “Scemo non è”. La politica è pancia, passione, poi testa, non è mestiere da contabili o da analfabeti emotivi. Per i socialisti, e dunque anche per me, c’è infine un terzo problema. Ha scritto William Faulkner: “Il passato non è mai morto, anzi non è mai passato”. Ha ragione da vendere, il Premio Nobel. Ecco: con un passato che ha reso l’Italia più civile e più libera, con un profilo europeista e favorevole all’economia di mercato, con un passaporto dove regna intoccabile la ‘società aperta’ e dove il richiamo diretto al popolo è stato sempre considerato l’anticamera del populismo, cosa c’entrano i socialisti con le tesi sostenute da Ingroia?
Sen. Riccardo Nencini
Già segretario del Psi