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Il "compagno" Crisanti: "Passo a Rifondazione comunista, me lo ha chiesto Elly"
Il Pd lo presta a Maurizio Acerbo per sostenere la battaglia contro la soglia delle firme. Crisanti rivendica il passato in Potere operaio, promuove Schlein e attacca la destra: "Sono degli scappati di casa"

Andrea Crisanti (Cecilia Fabiano/LaPresse)
Avanti popolo, iniezione rossa. Il vaccino della rivoluzione (comunista) ve lo inietta Andrea Crisanti, il microbiologo, virologo e senatore del Pd. Prendete stetoscopio e martello. Crisanti, un infermiere del campo largo ci ha passato il magnesio, e la notizia: è vero che “passa” a Rifondazione comunista? “Tutto vero. Sono il bolscevico Andrea Crisanti. Il Pd mi presta a Maurizio Acerbo per scalare il Monte Everest delle quattrocentomila firme”. Il “compagno” Crisanti? “Da giovane stavo più a sinistra”. Virologia o Lotta Continua? “Potere operaio”. Schlein o Conte? “Schlein”. Silvia Salis? “Faccia la sindaca. Genova è una città sozza”. Punturina?
Ci chiamano di mattina e ci porgono l’ultima suppostina del campo largo: prendetela, anzi, inseritela, sul Foglio.it. Ops, presa? Crisanti, il virologo, senatore del Pd, va a Rifondazione Comunista. Schlein lo presta. La notizia, come dire, è acerba. Intendevamo che Crisanti andrebbe ad aiutare Maurizio Acerbo, segretario della Rifondazione comunista, il partito che è stato del Bertinotti e della buonanima di Armando Cossutta. Urge una telefonata Potëmkin, sovietica, con colbacco, al bolscevico in camice bianco. Crisanti, qui è il Foglio: “E’ un piacere, anche se mi trattate male”. Siamo da sempre sì vax. Ci parla di questo passaggio, di questo prestito? “Vi posso dire che è una scelta in linea con il Pd. Diciamo che sono l’ultimo dei bolscevichi. Il mio partito resta il Pd, un partito che si oppone in maniera vigorosa a questa nuova legge elettorale”. Resistenza? “Esatto. E per correttezza devo dire che avrei aiutato tutte le sigle di sinistra. E’ un dovere democratico, permettere a Rifondazione di correre e allearsi”. Sfogliamo la cartella clinica del bolscevico Crisanti: virologo di fama nazionale (eletto al senato nella circoscrizione estero), ospite dei talk-show durante il Covid, protagonista di polemiche e ironie immobiliari (ha acquistato una villa palladiana, in provincia di Vicenza, che sarebbe costata due milioni due euro, ma il bolscevico ha dichiarato: “Molto meno. E sarà aperta alle scuole”). Il bolscevico come Marx scrive libri, manoscritti sanitario-filosofici, l’ultimo è per Piemme, dal titolo: “Contro la sanità privata. Idee per il Servizio sanitario nazionale del Futuro”. Insomma, avete capito? Se vince Schlein, Crisanti farà il ministro della Sanità. Torniamo dal dottore. Caro Crisanti, lei è per le primarie subito: a febbraio? “Io sono per farle il prima possibile”. Dovete sapere che Dario Franceschini, Dario il Grande, ha detto a Repubblica che le primarie devono farsi a due, prima possibile, ma alla Camera su un divanetto, Dario il Grande ci ha detto anche: “Secondo voi si va a votare a maggio? Io credo che si voti a ottobre prossimo”. Significa che con le primarie presto restano nove mesi di travaglio per Schlein. Si chiama logoramento, anche detto “ah Elly, scansate”. Occorre una diagnosi. Crisanti, come facciamo con il programma del campo largo? “Scriviamolo presto, in modo da farlo metabolizzare. Dobbiamo dare un obiettivo agli elettori e convincerli che abbiamo un gruppo dirigente serio e che non andiamo al governo dal nulla”. E’ come gli ospedali, con i reparti: c’è la chirurgia, l’ortopedia. E la psichiatria. Ma il Pd ha dei professionisti. Crisanti, cosa pensa del governo Meloni e dei fatti di Milano? “Che da quattro anni governano e usano la paura. Alla stazione centrale di Milano ci sono i carri armati. Che serve ancora? Sognano forse la folgore al Duomo? Vogliono i militari , la falange, come nel film di Gillo Pontecorvo, La Battaglia di Algeri? Ormai ci manca solo il comandante della Folgore a Corso Buenos Aires. Sa come li chiamo?”. Prescriva, prescriva… “Sono un governo di scappati di casa. Ma ha sentito cosa dice Nordio? Sogna carceri per minori. Una follia”. La sinistra però è in convalescenza. Siete pronti al voto? “Chiaro. Se ci portano al voto, ci fanno un regalo. Per loro è il momento peggiore. L’Ucraina, la crisi dei carburanti … e hanno Vannacci. Purtroppo, faranno passare la nottata”.
Crisanti, ci perdoni, ma si ha l’impressione che il campo largo si stai spostando troppo verso il ventricolo sinistro, sinistro. Vi siete dimenticati del centro? Alle primarie lei vota Schlein? “Voto Schlein che non è una leader di plastica”. Silvia Salis le piace? “Posso dire, con tutto il rispetto? Ma chi è Salis?”. La sindaca di Genova… “E possiamo dare risposte al disagio sociale con chi si mette scarpe da 1.500 euro? Non ho nulla contro Salis, ma le consiglio di fare la sindaca di Genova. Ultimamente ho visto una città sozza, per non parlare della metropolitana. Governare Genova è complicato. Salis ha un compito importante. I genovesi l’hanno eletta per amministrare la città”. E il centro chi lo amministra? Renzi? “La sinistra non si può fare carico dei problemi del centro. Si mettano d’accordo e sono i benvenuti. Renzi ha grande intelligenza, se solo non risultasse antipatico e divisivo”. Calenda? “E’ stato un ministro del Pd, iscritto. Io non capisco come faccia ad allontanarsi da noi”. Crisanti, ci dia la ricetta, il vaccino? “Alla sinistra serve l’umiltà”. E a lei non servirebbe una falce? “Me la farò prestare da Acerbo”. Insieme a Crisanti siamo già pronti a intonare: “Avanti popolo, alla riscossa / un’iniezione vogliamo far!”.
Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
