Roma Capoccia
Galleria Borghese e non solo, storie di buona ideazione urbanistica
Quando destra, sinistra e Italia Nostra si trovano d’accordo, il risultato è il puro immobilismo per la città
21 MAG 26

Foto Ansa
Negli anni delle Amministrazioni Rutelli e Veltroni fu dato un grosso impulso alla realizzazione di nuovi parcheggi. Prima con l’invenzione delle strisce blu da parte di Walter Tocci, vicesindaco con Rutelli, e poi con un piano di parcheggi sotterranei, prevalentemente realizzati in project finance, quindi senza oneri per l’Amministrazione. Alcuni di quei progetti arrivano a compimento dopo decenni, altri fortunatamente realizzati seppiò con ritardi hanno cambiato in meglio la città. Per esempio il parcheggio sotto Piazza Cavour che ha portato un triplo beneficio. Quello del parcheggio in sé e quello della sistemazione e manutenzione del giardino dalla piazza, obbligatoriamente prescritti dalla Convenzione fra il Comune e i costruttori. Oggi è probabilmente il giardino pubblico meglio tenuto di Roma. E quello, grazie alla scatola di cemento che lo contiene, del consolidamento del Palazzaccio che ha arrestato, proprio grazie a questo, il suo lento sprofondamento. Storia diversa quella del giardino sopra il parcheggio prospiciente via Giulia, aperto da 10 anni, ma con la parte sovrastante ancora incompiuta e ridotta ad un cantiere infrequentabile.
Il Comune non ha voluto accettare l’offerta dei costruttori del parcheggio di prendersene cura secondo il modello Piazza Cavour e il risultato è un cantiere aperto da anni. Anni per realizzare un giardino di modeste dimensioni. Ma il parcheggio di Piazza Cavour fu realizzato fra infinite contestazioni, Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli, all’epoca Sindaco, fu sequestrata all’interno di una farmacia da un gruppo di militanti di destra che le urlavano ”Farete crollare i palazzi di Prati“. Idea che evidentemente attraversò la mente anche di Adriano La Regina, allora sovrintendente ai beni archeologici, che dopo essersi opposto, senza successo per fortuna, al parcheggio per i pullman del Vaticano e i numerosi frequentatori del ospedale del Bambin Gesù, ma ci volle un voto a maggioranza nel Consiglio dei Ministri, riuscì invece a bloccare il sottopasso che avrebbe evitato agli automobilisti l’assurdo giro attorno a piazza Adriana, dando continuità al sottopasso che proviene da Prati. La motivazione fu che il sottopasso avrebbe “fatto crollare Castel Sant’ Angelo". La cui stabilità invece proprio come avvenuto per il Palazzaccio avrebbe trovato giovamento dai muri dei cemento armato che lo avrebbero protetto dalle infiltrazioni del Tevere. Ma le opposizioni ai parcheggi non sono venute solo dalla destra e dalla Sovrintendenza. La verde sinistra e le associazioni ambientaliste li hanno sempre avversati perché “attrattori di traffico”.
Chiudendo gli occhi di fronte alle migliaia di auto parcheggiate in divieto o addirittura in doppia tripla fila, deturpando letteralmente la città. Questa alleanza “rosso/bruno/ verde” riuscì invece purtroppo a bloccare il parcheggio che si sarebbe dovuto realizzare sotto la collina del Pincio permettendo di liberare le rampe che scendono verso Piazza del Popolo oggi occupate abusivamente da decine di auto e pedonalizzare buona parte del Tridente. In quel caso fu Alemanno, appena eletto Sindaco di Roma, ad accogliere la richiesta di Italia Nostra, all’epoca guidata da Carlo Ripa di Meana, di fermare “lo stupro del Pincio”. Un progetto che che aveva avuto anche il beneplacito della Sovrintendenza e che prevedeva fra l’altro il rifacimento completo del Piazzale sovrastante, la Terrazza del Pincio, uno dei luoghi panoramici più belli di Roma, secondo il disegno originario del Valadier. Oggi la piazza è praticamente una mera distesa di asfalto. Fu un gesto di pura demagogia quello di Alemanno, in ossequio a quella destra sociale che cerca di impossessarsi di tematiche “di sinistra". Ma a questo punto non si capisce più se è certa destra che scimmiotta la sinistra o certa sinistra che scimmiotta la destra. Quel che è certo è che il risultato, quando riescono a farsi valere, è il puro immobilismo. Vedi la vicenda del termovalorizzatore romano che ha visto uniti i rosso/bruno/verdi nel tentativo di fermarlo. Va dato atto a Gualtieri di avere tenuto duro, sicuro dell’appoggio dell’opinione pubblica romana.
