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Tutt'altro che esempio british

L'Italia si accetta sempre così com'è, ma l'Inghilterra ha un nome da mantenere
8 LUG 22
Ultimo aggiornamento: 08:54
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Boris Johnson (Foto di LaPresse)

Che una Berluscona sposi la cantante di sinistra ci sta. Che Gualtieri corra a Parigi per imparare cos’è un inceneritore, dispiace e pazienza. La stupidità non è un vizio, è una malattia. Che la signora Maria Elisabetta Alberti Casellati la quale, se non Dal Mare, da qualche Monte pur verrà, si ostini a guidare il Senato invece che tentare un’ultima chance al Moulin Rouge, è questione di quanto possano o non possano ringiovanire reggipetti a balconcino e calze a rete. Che Giulio Tremonti tenga tuttora sul gozzo l’ingiustizia somma per cui i pierini della classetta della scuoletta non vengano nominati imperatoretti a vita, anche questo lo si può capire. Con l’aiuto di qualche farmaco.
Ma l’Inghilterra, Dio santo, la nostra amata Inghilterra. Che fa la Brexit, caccia Johnson, propone il Donbas come i nuovi Sudeti, non intende combattere contro Putin nelle città, nelle campagne o sulle spiagge e trasferisce Londra nella Monaco del ‘38 col pretesto di una modesta gozzoviglia a Downing street, dove il suo vecchio Winston si scolava botti di whisky, questa non può essere l’Inghilterra, se non è la Littizzetto è Papa Ciccio.