Il grave conflitto Fiorello-delle Vittorie

La battaglia del comico per la vendita dell'ex teatro Rai potrebbe tenere banco perfino oltre il già planetario affaire Travaglio-Minetti

29 APR 26
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Foto Ansa

Al momento da astemi, ma non esageriamo, da sobri, altrimenti Travaglio il Moralizzatore ci fa la spia più degli antiproibizionisti di Chicago con Al Capone, anticipiamo questo. Registrato che la corrotta Rai, tirati i conti, ha pensato utile vendere il Teatro delle Vittorie a Roma. Presosi altresì atto che il generoso Fiorello, fatti i conti suoi, ha ritenuto indispensabile opporsi drasticamente alla vendita, ma solo per stringenti motivi culturali. Considerato infine che la fortunata congiuntura sta avvertendoci di un’Italia intellettualmente un gradino sopra agli altri, ecco che, preso in esame il tutto, siamo in grado di preannunciare la seguente: fino al termine dell’anno, poi speriamo anche nel prossimo, questo grave conflitto Fiorello-delle Vittorie (Hormuz o no, Kyiv o no, saponette o meno, Nato o non Nato), potrebbe tenere banco perfino oltre il già planetario affaire Travaglio-Minetti.