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L'imminente svellimento della più lucida pietra d'inciampo
A due settimane dal decennale della morte di Marco Pannella, bisogna ricordare ai paladini alla Lerner che il compianto radicale è stato amico di Israele dai tempi di Ben Gurion
5 MAG 26

Foto Olycom
19 maggio. Mancano due settimane al decennio della morte di Marco Pannella, amico di Israele fin dai tempi di Ben Gurion, di Shamir, Sharett, Eshkon, Golda Meir, Rabin, Peres, Sharon, Barack, Olmert, Lapid, Netanyahu e chi capitava capitava, (tutti litigabili e quasi tutti litigati). Tra due settimane, Pannella verrà dunque celebrato come santo-civile dai cultori sussiegosi e sfregiatori di ogni Memoria. Da qui a poco, della sua. I paladini di questo omaggio alla Lerner, ufficialmente filosemiti, in via informale appena meno, per il momento stanno accoccolati nel salotto sobrio a confezionare l’evento. Non senza complimentarsi l’uno con l’altro (qualcuno perfino senza rendersi conto) per lo svellimento decennale della più lucida tra le pietre d’inciampo.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
