Le toghe interplanetarie sconfessano il genocidio

Secondo il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan, non c’è prova per poter sostenere l’infamia più infame di ogni infamia: vale a dire che israeliani e hitleriani abbiano imboccato la stessa strada

12 MAG 26
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E così, le loro eccellenze della Procura internazionale, mondiale, universale e stratosferica, quelle stesse che avevano formulato contro Israele (notato che non abbiamo detto contro gli ebrei?) l’accusa nientemeno che di genocidio (notato come l’accusa non abbia avuta nessuna eco?) hanno ammesso l’altro ieri, dopo qualche mese di buona propaganda, che l’accusa di genocidio per Gaza, poi non solo per Gaza, è stata ritirata. Non c’è prova, comunicano le toghe interplanetarie, non c’è indizio e non c’è qualsiasi beato cazzo d’informazione o di ragionamento, aggiungiamo noi estremisti galattici, per poter sostenere l’infamia più infame di ogni infamia: vale a dire che israeliani e hitleriani abbiano imboccato la stessa strada. Ma chissenefrega, osserverà qualcuno; e chissenefrega infatti, conveniamo noi, quelli sono solo a caccia di un pretesto per riprovarci. Ci si riduce perciò a domandarci questo, se i nostri ragazzi, cioè, i nostri adorati propal, possano riflettere un istante su una vecchia cazzata lasciata ai posteri dal compagno Shimon Peres: “Un antisemita è uno che odia gli ebrei più del necessario”.