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Elly e le scivolose chat antisemite di FdI
Schlein ha intelligentemente evitato di condannare il fenomeno in toto, perché avrebbe perso all’istante il 50 per cento dei suoi voti
28 MAG 26

Foto LaPresse
Repubblica online: “Chat antisemite in Fratelli d’Italia. Schlein: ‘Meloni condanni subito’”. Brava due volte, Elly Schlein. Primo, si è confermata l’antinazista che si sa. Secondo, ha intelligentemente evitato di condannare tutte le chat antisemite, perché avrebbe perso all’istante il 50 per cento dei suoi voti. E non è, la politica, solo dirittura morale. Ma c’è un terzo motivo: “La propaganda deve essere popolare e deve adattare il suo livello intellettuale alla capacità recettiva della persona meno intellettuale cui si desidera rivolgersi”. Ottimo. Antinazista com’è, la Schlein lo sapeva già benissimo anche senza aver letto il “Mein Kampf”.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
