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Il colpo di fortuna di incontrare un uomo come Gramellini
Il caso aiuta, i miracoli sono un’altra cosa
9 GIU 26

Foto LaPresse
Capita, ogni tanto, un po’ di culo. Non enorme, nemmeno definitivo, ma capita. Come negli ultimi anni, allorché di socialismo nemmeno a parlarne, mentre di barbarie ne trovavi a strafottere. M’è capitato, cioè, di incrociare una persona di rara sensibilità, modi educati e frequentazioni dabbene. Un pensatore, si potrebbe azzardare, un lettore di gusti raffinati, scrittore arguto e forse, bevesse mai qualcosa, un centellinatore di Barolo non barricato. Già obietta qualcuno che neppure del suo proprio orto, raccontato ogni giorno con delicato affreschetto sul Corrierino, questo mio Massimo Gramellini sembrerebbe mai aver capito una beata mazza. Alzo le mani. Però all’inizio io accennavo al culo, non al miracolo.
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E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.
