Quel garantista di Ranucci

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Foto ANSA

Non è un mistero che il Foglio sia l’irriducibile e allegrotta casamatta degli ottimisti. Mai abbiamo voluto negare a noi stessi, prima che agli altri, la possibilità che perfino l’erede prediletto della regina Milena Gabanelli, ora al Corriere ( si sta ovviamente parlando del suo principe Sigfrido), avrebbe potuto approdare, prima o poi, a un’umanità comunque intesa; a un’accettazione, per quanto astratta, di generici diritti dell’imputato; o addirittura al garantismo, se la parola non risultasse ormai orrendamente abusata.
Esibirsi da liberale nel suo mondo, però, e a maggior ragione con l’amico caro che potrebbe perfino avergli fatto mettere le bombe sotto casa, allora, per un mozzorecchi come il principe Ranucci, risulterebbe la più ardua, la più impervia, la più affettuosa e la più onorevole delle prove.