Non criticate le frequentazioni dei giornalisti

Pretendereste forse che un giornalista dalla schiena dritta e senza padroni cui fosse toccato in sorte un amichetto birbantello, facciamo pure birbante, corresse a denunciarlo e a metterlo nei guai?

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Foto Ansa

Si sta mettendo in pista un’indecente rumba secondo la quale i nostri più stimati giornalisti, i più probi cavalieri dal cuore irto di valori e di spine, sarebbero dei mezzi mascalzoni dalle frequentazioni discutibili. Piantatela. Sono, le loro, assiduità normali: non sempre con arcangeli celesti, e sai che noia, con gente che un po’ scherza e un po’ no, che si fa raccomandare soltanto quando serve, che talora imbroglia e talora rubacchia, poi certo, può capitare di peggio. Ma con questo? Pretendereste forse che un giornalista dalla schiena dritta e senza padroni cui fosse toccato in sorte un amichetto birbantello, facciamo pure birbante, corresse a denunciarlo e a metterlo nei guai?
Per esempio. Reclamereste un Marco Travaglio obbligato a sputtanare l’amico maresciallo Giuseppe Ciuro, spia di Cosa nostra, uomo ombra del magistrato Antonio Ingroia, amico fraterno dello stesso cavalier Travaglio, suo compagno di vacanze, di pranzi e di merende, nonché direttore del Fatto, al quale si potrebbe perfino presumere che Ciuro passasse notizie? Comode magari all’inclito giustiziere Ingroia e al rigoroso Giornalista giustiziere, quanto alla mafia? Ecco ciò che esigerebbe la plebe senza bavaglio, tanto meglio se in assenza di prove certe. Mai, il maresciallo Ciuro, mise o avrebbe fatto mettere una bomba sotto la casa di Travaglio. E questo è certo. Eppure, adesso? Adesso che viene dimostrato in maniera palmare il valore dell’amicizia? Adesso che il compagno di pranzi di Lavitola garantisce sul suo onore le buone intenzioni del suo pregiudicato del cuore? Adesso che si sa per certo come, se mai qualcuno piazzasse una bomba sotto la macchina della figlia e un’altra sotto quella di un qualsiasi papà Ranucci sarebbe soltanto a fin di bene? Cioè proprio ora, che si sta imparando a fidarsi gli uni degli altri, così come a impostare finalmente un processo ragionevole, proprio ora si monta ’sto casino?