Perché è giusto fare domande di cultura generale al test d’ingresso di medicina

È un modo come un altro per verificare se nei precedenti anni della sua vita sia stato abbastanza sveglio da accorgersi di essere al mondo
4 SET 19
Ultimo aggiornamento: 19:56
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foto LaPresse

Peccato che la mia competenza scientifica non vada oltre la formula del monossido di diidrogeno e confuse nozioni su come si facciano i bambini. Dalle domande del test d’ingresso, infatti, ho scoperto che sarei stato un ottimo medico: so infatti che la Turchia non fa parte dell’Unione Europea e che Filippo Tommaso Marinetti era un futurista. Oltre che con la cultura generale, me la cavo benone anche coi quesiti di logica (basta ragionare) e riesco a calcolare agevolmente l’area del trapezio, come richiesto dalle temute domande non strettamente scientifiche che hanno scatenato tanti patemi e ancor più polemiche. Eppure, per quanto la mia passione per la medicina si riduca a una sommaria gratitudine per gli analgesici, non trovo strampalato chiedere a un futuro medico se sa chi è Alan Turing o cos’è il metodo Montessori: è un modo come un altro per verificare se nei precedenti anni della sua vita sia stato abbastanza sveglio da accorgersi di essere al mondo, prerequisito non trascurabile se si ambisce a salvare vite umane. Se invece preferite farvi curare da un medico convinto che Leonardo da Vinci sia vissuto durante la Rivoluzione Francese e che il Louvre non si trovi a Parigi, be’, poi non lamentatevi. Sempre ammesso che sopravviviate.