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Bandiera Bianca •
Una comedia di Molière non scritta da Molière, ma dall'AI
Il progetto della Sorbona, con informatici, letterati e attori, ha prodotto nell'arco di due anni e mezzo un'opera che il commediografo avrebbe potuto scrivere all’apice della propria lucidità. Sicuri che l’intelligenza artificiale sia tanto peggio dei tanti in grado di scrivere un romanzo ogni sei mesi?

Foto Google creative commons
Vi ricordate quella commedia di Molière, “L’astrologo, o i falsi presagi”, in cui il ciarlatano Pseudoramo si immischia nelle peripezie di una fanciulla da maritare? Spero di no, perché Molière non l’ha mai scritta; è ciò nondimeno una commedia di Molière, nel senso che è stata appena generata da Molière Ex Machina, un’intelligenza artificiale in grado di riprodurre impeccabilmente lo stile del celeberrimo autore. Prima di scappare urlando che le macchine ci stanno sostituendo e che non c’è scampo nemmeno per chi indossa parrucca e merletti, riflettete, vi prego, sul contesto della notizia: si tratta di un poderoso progetto della Sorbona, in cui una squadra di informatici ha fornito sofisticati prompt all’AI, una squadra di letterati ha garantito la verosimiglianza del risultato, una squadra di attori ha messo in scena la pièce con la stessa dedizione che avrebbe riservato all’autore originale.
Ne è sortita una commedia di Molière che non è stata scritta da Molière, anzi, una commedia di Molière che Molière avrebbe potuto scrivere all’apice della propria lucidità, poiché l’AI era stata istruita a conoscere dettagliatamente non solo ogni riga scritta da Molière in vita sua ma anche, cosa molto più importante, qualsiasi libro gli fosse passato per le mani. L’apocrifo, ci assicurano, non è affatto male: diverte, intrattiene, e può essere smascherato solo da un esperto che conosca a menadito i titoli di tutte le opere di Molière, inclusi “Lo stordito, ovvero il contrattempo” e “Il siciliano, ovvero l’amor pittore”. Per portare a compimento il complicato progetto, Molière Ex Machina ha impiegato due anni e mezzo; e pensare che oggi abbiamo scrittori in grado di estrarre dalla manica un romanzo all’anno, se non ogni sei mesi. Siete proprio sicuri che l’intelligenza artificiale sia tanto peggio di loro?