di Antonio Gurrado
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Chi vuole far leggere i "Promessi sposi" al liceo? Speriamo non studenti e insegnanti
Trentamila firmatari si schierano a favore del ripristino della lettura dell'opera durante il secondo anno dei licei. Fossero solo alunni e docenti, vorrebbe dire che a gran parte della popolazione scolastica non importa affatto che Manzoni venga letto o meno
di
14 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 01:14 PM

Foto di Trung Pham Quoc su Unsplash
Va bene Alessandro Barbero, ma mi domando incantato chi siano gli altri trentamila firmatari della petizione in favore del ripristino della lettura dei “Promessi sposi” durante il secondo anno dei licei. Sono, come mi sembra da alcuni nomi, docenti universitari che non sanno come funzionino davvero le superiori? Sono genitori che erano adusi liberarsi dei figli adolescenti spedendoli in cameretta a leggere le gride di Ferrer? Sono scrittori viventi i cui titoli sono stati ventilati come valide alternative postmoderne per i quindicenni, e che sotto sotto temono di perderci nel confronto? Sono gli ultimissimi discendenti della nutritissima prole del Manzoni?
L’unica cosa che spero è che quei trentamila non siano né studenti né insegnanti. È presto detto il motivo: pare che in Italia la popolazione dei liceali ammonti a circa due milioni e mezzo di persone e gli insegnanti si aggirino sul mezzo milione. Se i trentamila firmatari fossero tutti studenti e docenti, lungi dall’essere una forza storica, costituirebbero una quota miserevole della popolazione scolastica direttamente toccata dalla riforma: le loro firme servirebbero soltanto a certificare che nella scuola, per ogni persona che difende i “Promessi sposi”, ce ne sono cento alle quali non importa affatto che Manzoni venga letto o meno.
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