Agire per il giovamento universale provoca il burnout. Da Rousseau a Carla Deyner

Nel Regno Unito, la parlamentare dei Verdi, quando ha avuto l'occasione di esprimere le proprie idee a beneficio di tutta la nazione, si è messa in malattia per esaurimento nervoso. Il precedente illustre del filosofo francese

2 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 12:54
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Sapete a cosa ho pensato quando ho saputo che una parlamentare dei Verdi britannici, Carla Deyner, si assenterà per varie settimane da Westminster, mettendosi in malattia per esaurimento nervoso? A Jean-Jacques Rousseau. Nel 1750, mentre andava a far visita a Diderot, lesse su una gazzetta un bando di concorso per discorsi sulle scienze e sulle arti e, al solo pensiero delle splendide idee che avrebbe potuto mettere per iscritto, fu preso da tale agitazione che gli vennero le convulsioni e dovette stendersi all’ombra di un albero in attesa di rassettarsi. Ovviamente Rousseau non si agitò per le idee, che già nutriva per conto proprio, bensì per l’occasione di poterle finalmente esprimere in pubblico, causando alla società un giovamento così elevato da farsi venire le vertigini.
Non è un caso che le idee di Rousseau coincidano per sommi capi con quelle dei Verdi, di cui Carla Deyner è stata a lungo la leader: elogio della natura, decrescita felice, ostilità nei confronti dell’accumulo di ricchezza, palingenesi del genere umano. Esattamente come Rousseau, Carla Deyner è stata bene fino a quando quelle idee se l’è tenute per sé, condividendole tutt’al più all’interno della camera di risonanza dei militanti iscritti al partito. Ora che invece è entrata in Parlamento, dove può esprimerle in pubblico a beneficio di tutta la nazione, ora insomma che può agire per il giovamento universale, non ha retto ed è andata in burnout. In politica, essere buoni è una fatica tremenda.