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Ha ragione Geolier. La divisione fra nord e sud non esiste
Il rapper di Secondigliano e quelle frasi che potrebbe dire anche una commessa di Orvieto, una fisica di Canicattì e un calciatore della Mestrina. Una stessa lingua accomuna tutto il paese: non è l’italiano, anche se gli somiglia

Foto ANSA
Ha ragione Geolier – mai in vita mia avrei pensato di scrivere una frase del genere, eppure eccoci qua – dicevo, ha ragione il rapper di Secondigliano quando dice che oramai “nord e sud sono una cosa sola”. La frase pronunciata in apertura del suo concerto a San Siro parrebbe contraddetta dall’evenienza che Geolier sia stato il primo cantante a esibirsi completamente in napoletano sul sacro terreno dello stadio milanese; eppure, a riprova della sua istanza, militano le frasi pronunciate a margine dell’evento. “Ho sempre contato su me stesso”, leggo che ha dichiarato, e ancora: “Sappiamo realmente quanto teniamo a un sogno”, “L’unica persona che mi ha supportato nei momenti no sono stato io”, “Ho sempre avuto vicino famiglia, amici e città”, “Scegliere i brani è stato difficilissimo”, “Ho il privilegio di essere qui”, “Sono felice di aprire le porte a chi verrà dopo”, “L’innovazione e il cambiamento creano distanza”, “Ringrazio di vivere tutto questo”, “Quando penso di avere fatto tutto questo mi viene un vuoto allo stomaco”, “Non ci penso e vado avanti”, “Ai ragazzi voglio dire di essere felici”.
Sono frasi che in effetti avrebbe potuto pronunciare anche non solo un neomelodico di Baranzate, ma anche una commessa di Orvieto, una fisica di Canicattì, un calciatore della Mestrina, una presentatrice di Sulmona, un insegnante in pensione di Verbania. Rientrano insomma nel novero delle frasi puramente fatiche, dalla forma ritrita e prive di contenuto sostanziale, incardinatesi nel lessico nazionale grazie alla tv e diffuse su vastissima scala per colpa dei social, e che culminano in lessemi quali “condizione mentale”, “grande spettacolo”, “importantissimo”, “il mio padre artistico”, “è giusto così”. Ha ragione Geolier, dobbiamo rassegnarci: la divisione fra nord e sud non esiste; sono accomunati dalla stessa lingua, che non è più l’italiano anche se gli somiglia.