Anche oggi il Mondiale ha fatto la Storia. Almeno fino a domani

Telecronache e marketing celebrano ogni episodio come irripetibile. Dall’esordio dell’Uzbekistan al pareggio di Capo Verde, tutto è "storico". Eppure molti dei record sbandierati sono solo il prodotto dell’allargamento del torneo

23 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 12:47
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Avrete notato che il termine più utilizzato nel commentare questo Mondiale non è calcio né Var, non è Trump e nemmeno hydration break (che, nelle telecronache nostrane, diventa sovente idratescion brekk): dal calcio d’inizio del match inaugurale è invece tutto un gran parlare di storia. È storica la prima edizione dei Mondiali disputata in tre paesi, è storico il record di goal di Messi, è storico il debutto del giovane Lamine Yamal, è storica l’ennesima partecipazione di Cristiano Ronaldo, è storica la centesima presenza di Mbappé con la nazionale, è storica la millesima partita della competizione (una entusiasmante Giappone-Tunisia), è storica la media reti, è storico l’arbitraggio di una terna femminile, è storico l’esonero di Sabri Lamouchi, è storica l’interruzione di Francia-Iraq per due ore, è storico l’esordio di Curaçao, è storico il punto di Capo Verde contro la Spagna, è storico il primo goal dell’Uzbekistan. Non c’è giornata che non abbia il proprio bravo avvenimento da eternare negli annali e la stessa Fifa, nel tentativo disperato di vendere gli ultimi biglietti, si è lasciata scappare un “Vieni ad assistere alla storia a Dallas”, temerariamente non immemore dell’assassinio di Kennedy.
Quest’overdose di storia è indubbiamente singolare per un evento dalla cadenza ricorsiva, che si ripete ogni quattro anni con combinazioni differenti, è vero, ma che in linea di massima resta sempre uguale: è segno di come oramai l’intrattenimento di per sé ci annoi, quindi vogliamo giustificare il sacrosanto diritto di spaparanzarci sul divano a guardare una partita col preteso dovere di farci testimoni della storia in divenire; persuasi che, a furia di evocarla, la storia si manifesti davvero e ci consoli dell’aver speso un tot di soldi per l’abbonamento televisivo o uno sproposito per uno strapuntino allo stadio. Peccato però che buona parte dei primati che sciorinavo sopra dipenda soltanto dal gigantismo dovuto all’allargamento (anch’esso storico) del Mondiale a quarantotto squadre; noi ci sforziamo di illuderci che sia storia, quando invece è solo geografia.