La finale del Premio Strega in tv propaganda falsi miti sugli scrittori

La diretta su Rai 3 alle undici di sera non è solo scomoda per chi lavora al mattino dopo; rischia soprattutto di veicolare l’erronea idea che gli scrittori siano dei nottambuli che vanno di festa in festa

9 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 12:13
Immagine di La finale del Premio Strega in tv propaganda falsi miti sugli scrittori

Foto Ansa

Come ogni anno mi sono disposto con tutta la buona volontà a guardare in tv la finale del Premio Strega e, come ogni anno, non ci sono riuscito perché mi è venuto sonno prima. La diretta su Rai 3 alle undici di sera, orario in cui quand’ero giovane le reti private già trasmettevano i film scollacciati, non è solo scomoda per chi lavora al mattino dopo; rischia soprattutto di veicolare l’erronea idea che gli scrittori siano dei nottambuli che vanno di festa in festa e che passino le serate a divertirsi, le nottate a digerire, le giornate a recuperare le ore di sonno perdute. Rischia insomma di lasciar pensare ai più sprovveduti fra i lettori o – peggio – fra i telespettatori che il mestiere dello scrittore consista nel trovare di tanto in tanto una mezz’oretta, magari al tavolino di un bar, per venire travolti dall’ispirazione e buttar giù una pagina oggi e una pagina domani, accumulando così materiale sufficiente per un libro ogni sei mesi.
È per questa ragione che le case editrici sono sommerse dai manoscritti. Ricordo che invece Enrico Brizzi raccontava lo sgomento dei ragazzi che incontrava nelle scuole quando rivelava loro come la vita dello scrittore consistesse nel lavorare dieci ore al giorno, piantarsi immobili alla scrivania perché scrivere è il meno, a scrivere sono buoni tutti, bisogna passare per anni buona parte della giornata a leggere e soprattutto a riscrivere ossessivamente, se si vuole sperare in una pagina decente di tanto in tanto. È la stessa delusione che causa il monologo di Axel Martini in “Altezza reale” di Thomas Mann, quando rivela che anche l’esistenza del più avventuroso fra gli scrittori deve risolversi in una routine noiosissima, altrimenti il risultato è che non si scrive nulla. L’anno prossimo la serata finale del Premio Strega organizziamola e trasmettiamola alle cinque del pomeriggio, massimo alle sei, così la gente finalmente capirà che gli scrittori devono sforzarsi il più possibile di condurre una vita regolare: evitare le serate mondane, le notti insonni, il cibo pesante, l’alcol, le droghe, i social network e i pulmini per Bisceglie.