"Scusi ho ragione?" No

Salvini aveva citofonato a casa di un (presunto) pusher di Bologna. Un anno dopo i suoi genitori sono stati arrestati per spaccio e detenzione. Il leader della Lega commenta: "Il tempo è galantuomo". Ma ha torto lo stesso, quella citofonata non si doveva fare. È meglio la polizia di un politico che si mette nei panni di un poliziotto: separare le carriere
28 GEN 21
Ultimo aggiornamento: 07:09
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Foto Ansa

Gli scherzi al citofono un tempo erano un gioco per ragazzini di quartiere divertente (nei limiti in cui ci si può divertire con un citofono e un quartiere) e molto popolare, facile facile. Normale che qualcuno provasse a rilanciarli in politica. Ma trasformati in un gioco populista, divertimento a parte, sono molto meno facili. Un anno fa, in favore di Facebook, Matteo Salvini in campagna elettorale per la transeunte Borgonzoni riesumò la tattica e citofonò a un (presunto) spacciatore, allora minorenne: Scusi, lei spaccia?
Ieri, in quell’appartamento del Pilastro a Bologna i Carabinieri hanno arrestato per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti i genitori del citofonato. E il gioco è sembrato tornare facile, e sorridere al Capitano, che ha subito commentato: “Il tempo è galantuomo”.
A guardarla con le regole degli scherzi al citofono, sembra che sia così, che abbia ragione lui. Ma alla nuova citofonata di Salvini: scusi, ho ragione io?, si può rispondere che invece no.
Per prima cosa, perché la Costituzione più bella del mondo assicura che “il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge”. Inoltre, perché non rientra nelle facoltà di un politico, per quanto sia stato ministro dell’Interno, sostituirsi alle forze dell’ordine. Si fa una denuncia, si chiamano i Carabinieri. O magari, quando si stava al Viminale, si metteva mano a una migliore organizzazione del presidio territoriale. E’ meglio la polizia che un politico che si mette nei panni di un poliziotto: separare le carriere.