L'assassino belluino del bracciante Satnam Singh e le altre istigazioni all'odio

Ci sono altre cose civilmente oscene: l'ex sindacalista Cremaschi che invoca la ghigliottina, la grillozza Cherchi che evoca piazzale Loreto per i deputati di maggioranza. Senza dimenticare il cognato di Renzi perseguitato per otto anni "in odium Renzi"
19 GIU 24
Ultimo aggiornamento: 17:51
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Foglio132

L’omicidio belluino di Satnam Singh, il bracciante indiano gettato dal suo “datore” in mezzo alla strada dopo una mutilazione sul lavoro, grida vendetta davanti agli uomini e a Dio. E giustamente oggi tutti i giornali saranno pieni di indignazioni denunce e richieste di giustizia. Ci fermiamo perciò qui. Perché ci sono anche altre storie d’odio, di istigazioni all’odio non meno orribili, che per solito i giornali colpevolmente tralasciano. Ad esempio l’istigazione all’odio di Giorgio Cremaschi, ex sindacalista per mancanza di altri lavori, che ha detto in tv: “Bisogna che i ricchi ricomincino ad avere paura… sento il bisogno della ghigliottina, che ha risolto tanti problemi”. O la grillozza Susanna Cherchi che alla Camera, quindi peggio, ha istigato all’odio contro chi è di destra: “Prima o poi la pagherete voi, i vostri figli e i vostri nipoti… Gli italiani sono un popolo strano. Non dimenticate piazzale Loreto dove Mussolini l’hanno messo a testa in giù”. D’altro genere ma con un certo grado di parentela è la tigna con cui il pm fiorentino Luca Turco ha voluto indagare per 8 anni con un’accusa infamante e assurda il cognato di Renzi (reductio ad Renzum) Andrea Conticini e ha dovuto incassare un’assoluzione e perché “il fatto non sussiste”. Otto anni di gogna invece sì.