Elefanti e cannibali

I duri commenti sulla morte di un appassionato di caccia: Ernie Dosio, 75enne imprenditore del vino californiano, schiacciato durante un safari in Gabon

28 APR 26
Immagine di Elefanti e cannibali

Foto Pixabay

Non sapevamo nulla di Ernie Dosio, 75enne imprenditore del vino californiano, fin quando è morto schiacciato da un gruppo di elefanti durante un safari nel Gabon. Oltre che di Cabernet-Franc, Dosio era un appassionato di caccia grossa. E con la sua guida, un professionista, stava dando la caccia a un “duiker dal dorso giallo”, una specie di antilope (neanche della sua esistenza sapevamo nulla, of course). E avremmo continuato a non sapere nulla, di tutti e due, se non fosse che la morte accidentale del viticoltore travolto da un gruppo di elefanti irritati da un incontro ravvicinato non avesse scatenato altri tipi di scalmanati del safari. Però mediatico. Come Mario Tozzi, geologo attaccabrighe, che saputa la notizia non si è tenuto da una battutaccia di quelle che farebbero sembrare un genio anche un ungulato: “La caccia è una merda. Se la caccia è uno sport, questo qui ha perso”. Chissà se lo direbbe anche di Plinio il Vecchio, il vulcanologo per sport che si infilò nel Vesuvio a Pompei. Viva Roberto Burioni, gli ha risposto: “Scusa ma a ragionare così allora anche l’alpinismo sarebbe una merda, perché ogni tanto qualcuno ci lascia la pelle. Mi pare un atteggiamento più ideologico che science-based. Nulla di male, per carità”. Basta non spararla grossa.