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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

"Belve Crime" e il "processo continuo"

Ogni nuova puntata deve avere una nuova verità. Basta digerirla. Il saggio Grasso già ci aveva ammonito

di
6 MAY 26
Immagine di "Belve Crime" e il "processo continuo"

Foto LaPresse

Non sono un frequentatore di “Belve Crime”, mi affido dunque alla sapienza predittiva di Aldo Grasso, che già un anno fa vaticinò: “Fagnani è la nuova Leosini?”. Di certo l’intrattenimento crime del primo pomeriggio è l’appagamento di ogni desiderio seriale del pubblico post prandiale, meglio molto della pur necessaria “pennicanza”. Poi c’è lo strano cortocircuito con il Paese degli acchiappa-citrulli e delle deep truth, e Francesca Fagnani come il mago Silvan mette in scena intriganti bauli col doppiofondo. Giorni fa Katharina Miroslawa, giallo di Parma, si è raccontata come “la vittima perfetta”. Ieri Roberto Savi, Uno Bianca, ha rivelato l’arcano: non ci beccavano mai perché lavoravamo in combutta coi “servizi”, deviati manco c’è bisogno di dirlo. Non ne ha mai parlato per anni, geniale la sua risposta a un pm che gli chiese cosa ci fosse “dietro” la Uno Bianca: “I fanali e la targa". Ma a un tratto, ecco il doppio stato. Non è colpa della nuova Leosini, è il mondo che va così. Il saggio Grasso già ci aveva ammonito, attraverso le parole di un giudice francese, Antoine Garapon, che vide tra i primi il fenomeno nuovo che è poi diventato il crime del pomeriggio: il “processo continuo”, in cui ogni nuova puntata deve avere una nuova verità. Basta digerirla. 

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"