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di Maurizio Crippa

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Contro Mastro Ciliegia

Yanis Varoufakis, un Pedro Sánchez che non ce l’ha fatta

L'ultima trovata dell'ex ministro dell’Economia greca è stata salmodiare come un monaco buddhista le lodi di Francesca Albanese

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8 MAY 26
Immagine di Yanis Varoufakis, un Pedro Sánchez che non ce l’ha fatta

Foto LaPresse

Ce lo ricordavano con le camicie a fiori e la motocicletta tendenza diari del Che, quando da ministro syrizista dell’Economia greca progettava di ribaltare l’Europa dell’euro maledetto e della famosa Cancelliera. Lo show si esaurì in fretta, ne ha inventati altri sempre meno convincenti, ma mai ci saremmo aspettai di ritrovare Yanis Varoufakis, un Pedro Sánchez che non ce l’ha fatta, a salmodiare come un monaco buddhista le lodi di Francesca Albanese: “In praise of Francesca Albanese”, per la precisione. E’ il titolo di un discorso pronunciato ad Atene domenica e rilanciato sui suoi account. “C’è una domanda che mi tormenta nelle ore piccole, quando il sonno non arriva e la mente rigira vecchie pietre. La domanda è questa: ‘Cosa avrei fatto negli anni ’30, la mattina dopo la Notte dei Cristalli?’. Non quello che dico che avrei fatto. Non quello che spero di aver fatto. Ma cosa avrei fatto davvero”. Ma ogni tanto, meraviglia, “appare qualcuno che si fa avanti quando gli altri si tirano indietro. Qualcuno che pronuncia il nome di una cosa quando tutti gli altri sono impegnati a nominarne un’altra. Francesca Albanese è quella persona”. Infatti, il suo verdetto osceno pronunciò neanche tanto tempo fa da un palcoscenico: la parola ostaggi non la dovete nemmeno dire.

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"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"