Intelligenza artificiale e deficienza naturale

Louis-Ferdinand Céline diceva: “E’ normale che gli imbecilli vincano sempre, sono la maggioranza”. Ma basta rileggere e lo stupido è Céline: la “maggioranza” non è imbecille, è semplicemente ciò che è diverso da noi e perciò disprezziamo

26 MAG 26
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Foto LaPresse/Ufficio stampa e comunicazione Venturini

In attesa del tempo per leggere l’ottimistica enciclica prima di Papa Leone – per dedicare uno scritto alla “magnifica umanità” ce ne vuole di ottimismo – ma già circolano i bigini fatti dall’Intelligenza artificiale, capita di incappare in una frase d’autore che dimostra la prevalenza della deficienza naturale. E che autore, di quelli gli che account specializzati disseminano a pillole nei social. E non ci vuole tanto a scoprire che l’umanità non è magnifica, sarebbe il meno, ma soprattutto che la pretesa di ritenersi intelligenti è un sintomo di cretineria. La frase è di Louis-Ferdinand Céline, non un progressista da capo largo: “E’ normale che gli imbecilli vincano sempre, sono la maggioranza”. Alla prima lettura sembra geniale, o almeno vera. Ma basta rileggere e lo stupido è Céline, o con lui noi che gli diamo ragione. Perché la maggioranza sarebbe imbecille? Perché non è dalla nostra parte? Criterio reversibile: e la volta che vincerà una maggioranza diversa saremo noi tra gli imbecilli, nel giudizio di altri? La “maggioranza” non è imbecille, è semplicemente ciò che è diverso da noi e perciò disprezziamo. Fate la prova con il voto di ieri. Provate a contare quanti Céline mancati diranno “come è imbecille Venezia”, solo perché ha votato come la Venezi.