La madre di Sempio e quel maledetto processo mediatico

Daniela Ferrari, madre del tragico deuteragonista del caso Garlasco, è stata ricoverata per un’intossicazione da farmaci. L’ipotesi di un tentato suicidio non è improbabile, ma è certo che sguazzatori dell’olio di ricino social avranno modo di sputare nuovo e inutile odio

17 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 17:42
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Foto Ansa

Quando il 13 giugno scorso Albero Stasi ha lasciato il carcere di Bollate per l’affidamento in prova ai servizi sociali, molti sguazzatori dell’olio di ricino social hanno sputato nuovo e inutile odio. Tra questi, una notoria non (più) giornalista commentatrice che passa dal tranciare giudizi come fosse Proserpina a seminare zizzania, dalle palette dei balletti tivù alle isole dei noiosi. La quale ha scritto, testuale: “Credo che il famoso percorso rieducativo del carcere sia stato un totale fallimento. Se davvero a uccidere Chiara Poggi è stato lui come ad oggi ha stabilito la legge, e come io credo, il carcere non solo non ha rieducato, ma lo ha reso persino una persona peggiore. Mi auguro per lui che riesca a dimostrare la sua innocenza, perché in caso contrario significherebbe che un orrendo omicidio ha ricevuto una risposta penale inefficace”. Confondendo persino giudizio penale ed essenza morale.
Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, il tragico deuteragonista della storia, è stata ricoverata per un’intossicazione da farmaci. L’ipotesi di un tentato suicidio non è improbabile. E’ il risultato (non ancora finale) di quella oscenità che chiamiamo processo mediatico. Ora qualcuno del circoletto dell’isola dei biliosi si proverà a dire che il colpevole è Stasi.