Meglio Ultimo che male risentiti contro gli ultimi

Notevole è l’ostilità della stampa contro Niccolò Moriconi e la sua tribù. Molto nasce da Sanremo 2019, quando il cantante romano li mandò bellamente a stendere, dopo che la giuria dei sapiens aveva ribaltato il verdetto popolare

6 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 18:06
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Non starò a dire che non conosco le canzoni di Ultimo né la sua musica (“troppo ripetitiva” secondo molti critici, ma poi sono gli stessi che battezzano capolavoro ogni ululato di Sanremo: anche meno, va’), ma ho trovato ben fatto che Vasco Rossi gli abbia con affetto riconosciuto il successo dopo il concerto di Tor Vergara (250 mila) che ha battuto il record di presenze che apparteneva a lui: “Kom…plimenti a Ultimo e alla città di Roma! Sono davvero felice, Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani… E poi ci troveremo come le star”. Notevole è però l’ostilità – della stampa, di molti dattilografi sui social – anzi il puzzo di astio contro Niccolò Moriconi, cantante romano, che ha tracimato per giorni prima del concerto. Insulti pure ai suoi fan accampati per accaparrarsi il posto: gentaccia che non si lava, nullafacenti. Ricordatevi di Woodstock. Molto nasce dal “rapporto conflittuale con la stampa”. Li mandò bellamente a stendere, Sanremo 2019, quando la giuria dei sapiens aveva ribaltato il verdetto popolare. Non la presero bene. Né prendono bene l’atteggiamento (“vittimismo”) di Ultimo che si presenta come un underdog, fuori dal giro e dalle élite. Imperdonabile. Concita De Gregorio si preoccupa, da sinistra, perché Ultimo “ha generato il consenso di una tribù”. Composta “da tutti quelli che si sentono ultimi, appunto”. Sempre colpa di Vannacci.