L'Italia delle gang gramsciane

L'egemonia culturale in questo paese è una lotta senza quartiere. Le varie cricche si contendono qualcosa che, molto semplicemente, non è in palio, e che in ogni caso non si ottiene con i coltelli da macellaio, i bastoni e i sassi messi a disposizione da un ministero o da un cda

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12 MAY 26
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Foto LaPresse

Leggendo sulla Stampa di ieri il piccolo dossier sulla destra, la cultura e le faide ministeriali in cui naufragano gli ambiziosi piani neogramsciani di un’egemonia meloniana, mi sono accorto di una lacuna. Questa lacuna, però, non era negli articoli della Stampa, era nel divertimento berselliano-arbasiniano che Andrea Minuz ha dedicato al tema, “Egemonia senza cultura” (Silvio Berlusconi editore). Per la deformazione professionale dello studioso di cinema (deformazione che ho anch’io: facciamo lo stesso mestiere), Minuz illustra le sue tesi con moltissimi esempi di film. Si dimentica però di citare il più importante: Gangs of New York di Martin Scorsese. Nel quartiere disastrato di Five Points, a metà Ottocento, infuria una guerra tra bande criminali per dominare il territorio. I Conigli morti, irlandesi e cattolici, e i Bowery Boys, anglosassoni e protestanti, si massacrano a vicenda in una catena interminabile di vendette. Chi la spunta? Nessuno dei due clan. Perché alla fine arriva l’esercito, e in una settimana fa fuori più o meno tutti.
Il monologo di Di Caprio sulle tombe dei due capibanda suggella l’epopea: “Per quelli di noi che vissero e morirono nei giorni della furia, fu come se tutto quanto avevano conosciuto fosse stato spazzato via. E qualsiasi cosa sia stata fatta per costruire la città, per il tempo a venire sarebbe stato come se nessuno di noi fosse mai esistito”. È pari pari il destino delle lotte per l’egemonia culturale in Italia: le nostre gang gramsciane – diciamo pure Conigli morti meloniani contro Nativi di RadioTre – si contendono qualcosa che, molto semplicemente, non è in palio, e che in ogni caso non si ottiene con i coltelli da macellaio, i bastoni e i sassi messi a disposizione da un ministero o da un cda. Con una differenza tutt’altro che trascurabile, però: che qui l’esercito è arrivato da decenni, a cavallo di televisioni commerciali e piattaforme digitali, e ha già sbaragliato tutto. Ma i nostri clan non se ne sono accorti, e continuano a combattersi ben oltre i titoli di coda.