L’avventura federatrice di Pina Picierno

Auguro ogni bene a Spazio pubblico, senz’ombra di ironia. Ma bisogna ricordare che il frazionismo è la malattia del nostro sistema dei partiti, e di tutti i partiti, non solo di quelli leninisti

11 GIU 26
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Foto Ansa

Non manco mai al varo di un’iniziativa che abbia qualcosa di vagamente laico o liberale o (la dico, la parolaccia) riformista. Auguro dunque ogni bene a Spazio pubblico, l’avventura federatrice di Pina Picierno. Lo faccio, beninteso, senz’ombra di ironia: Iddio mi è testimone che ero lì sul molo, come la Serbelloni Mazzanti Viendalmare, quando salpò la nave di Luigi Marattin, e prima ancora quella del Terzo Polo, e prima ancora (vado a memoria) quelle di Più Europa, di Azione, di Voce libera, di Italia viva, di Scelta civica, di Fare, della Rosa nel pugno. E' una tradizione di famiglia, del resto: mio padre fece lo stesso prima di me, e il passaggio del testimone generazionale avvenne più o meno nell’interludio tra il naufragio del Polo laico (europee 1989) e lo sfortunato cantiere navale di Alleanza democratica (1993, mi pare). Certo, una scorsa ai diari di bordo non mi fa inclinare all’ottimismo.
Di solito si parte con l’idea di mettere insieme tutti, sennonché anche gli altri vorrebbero mettere insieme tutti, ma sotto le proprie insegne, e litigando su quale debba essere la nave ammiraglia la flotta si mette in mare in ordine sparso, schiantandosi sui faraglioni dello sbarramento proporzionale, oppure (quando va bene) issa una vela indecifrabile con sopra un mosaico di simboletti, che tornano a sparpagliarsi il giorno dopo le elezioni. Il frazionismo è la malattia senile del nostro sistema dei partiti, e di tutti i partiti, non solo di quelli leninisti. Guai a disperare, però. I compagni, in questo più navigati di noi, ci indicano la rotta. Male che vada, seguiremo un’intuizione strategica di Fausto Bertinotti (non quello vero, quello imitato da Corrado Guzzanti). Preso atto che gli uomini oggi non hanno più paura dei leoni, che stanno laggiù nella savana, ma dei virus, “noi dobbiamo continuare a scinderci sempre di più e creare migliaia di microscopici partiti comunisti, indistinguibili l’uno dall’altro, che cambiano continuamente nome e forma, e attaccare la destra come gli insetti”. Faremo lo sciame liberale?