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Il tirannosauro di McLuhan ci inseguiva da settant’anni
L'allarme sulla fine della lettura sembra una diagnosi del presente, ma era già scritto negli anni Cinquanta. Dall'era di Gutenberg all'epoca digitale, il futuro che oggi ci spaventa era nello specchietto retrovisore da decenni
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Foto di Alec baker su Unsplash
Marshall McLuhan amava dire che guardiamo il presente attraverso uno specchietto retrovisore, aggrappandoci cioè alle categorie mentali dell’epoca che si allontana alle nostre spalle. Ma fate caso all’avvertimento che in certi paesi deve figurare per legge sui retrovisori: objects in mirror are closer than they appear, gli oggetti nello specchio sono più vicini di quanto appaiano. Steven Spielberg si divertì molto, in Jurassic Park, a giocare sull’ironia di quella scritta, quando a rincorrere la jeep non era un guidatore spericolato in cerca di sorpasso ma un tirannosauro inferocito. L’avviso diventò obbligatorio anche in Canada negli anni Ottanta, poco dopo la morte di McLuhan. Non ne avrebbe avuto comunque bisogno, perché certi sviluppi che per i suoi contemporanei erano impensabili gli apparivano vicinissimi, se non addirittura già avvenuti. Su tutti, la fine dell’epoca di Gutenberg. Ma distogliamo per un attimo gli occhi dal retrovisore e puntiamoli sulle autostrade del 2026.
Il numero di agosto dell’Atlantic ha in copertina un lungo articolo di Rose Horowitch intitolato The end of reading. Parla della nostra condizione di post-letterati, e rende il giusto tributo alle intuizioni profetiche di McLuhan. Una frase di Horowitch mi ha colpito: “L’era dell’alfabetizzazione si rivelerà un breve intermezzo tra l’era orale e quella digitale”. Mi suonava familiare. Non era una citazione, tantomeno un plagio. Dove avevo già letto una frase quasi identica? Era in una conferenza del sociologo David Riesman: “Ci colpisce ancora una volta l’ipotesi che l’era dell’individualismo (…) possa essere un intermezzo tra l’era della parola parlata e l’era della parola elettronica”. La conferenza – The oral tradition, the written word, and the screen image – risale addirittura al 1955. Riesman commentava le idee di un certo McLuhan, che all’epoca pochissimi conoscevano fuori Toronto. A noi sembra che il tirannosauro stia arrivando adesso a sbranarci. In realtà ci sta masticando da almeno settant’anni.